12 ANNI PER TRAINI, CHE SPARO’ AI MIGRANTI A MACERATA

DI ANNA LISA MINUTILLO

La Corte d’assise di Macerata ha condannato a 12 anni di carcere Luca Traini autore del raid a colpi di pistola contro alcuni migranti a Macerata il 3 febbraio. Condanna, che coincide con la richiesta della Procura. Le accuse sono di strage aggravata dall’odio razziale e porto abusivo d’arma. Traini si è scusato ed ha ammesso di aver sbagliato nel compiere quel gesto, ma questo pentimento non è stato sufficiente a convincere la Corte.
Infatti lo ha ritenuto capace d’intendere e di volere, ed è per questa motivazione che all’imputato oltre ai 12 anni di carcere sono stati aggiunti anche tre anni di libertà vigilata che dovranno essere scontati dopo la reclusione. La difesa, dopo questa sentenza di primo grado proporrà ricorso in appello.

Nonostante le dichiarazioni che Traini ha rilasciato durante il processo con rito abbreviato in Corte d’Assise, gli è stata comunque riconosciuta l’aggravante dell’odio razziale . Queste le sue parole di stamani : “Non provo nessun odio razziale, volevo fare giustizia contro i pusher per il bombardamento di notizie sullo spaccio diffuso anche a causa dell’immigrazione. Ho avuto un’infanzia difficile ma non sono né matto né borderline. Il mio gesto non è collegato al colore della pelle: un poco di buono può essere sia bianco sia nero. Grazie ai giudici e alle forze dell’ordine che stanno riportando la situazione alla normalità”.
Quella dello scorso 3 febbraio è stata una giornata particolare a Macerata, quando Traini si mise a sparare contro alcuni migranti, ferendone sei e creando spavento e tensione nella gente che stava già vivendo un clima difficile dopo il ritrovamento della giovane Pamela Mastropietro fatta a pezzi ed abbandonata in due trolley lungo i margini della strada. Non contento Traini proseguì la sua azione esplodendo alcuni colpi di pistola verso altre due persone e la sede locale del Pd. Il sindaco fu costretto a chiedere agli abitanti di rimanere in casa .
Non fu facile fermare il Traini che prima di arrendersi alle forze dell’ordine, avvolto nel tricolore, dopo aver fatto il saluto romano, dichiarò di voler in qualche modo vendicare la morte della giovane diciottenne.
In carcere per questo delitto brutale

è detenuto il pusher nigeriano Innocent Oseghale. Il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio commenta la sentenza così :

“Siamo molto soddisfatti per la risposta che ha saputo dare la giustizia con una sentenza di primo grado arrivata in un tempo limitato per fatti di estrema gravità”
Non si fa attendere il commento del legale di Luca Traini:”La sentenza mi lascia l’amaro in bocca, non solo per l’entità della pena, ma per la ritenuta sussistenza di una fattispecie come quella della strage”. L’avvocato Giancarlo Giulianelli si attendeva “una pena intorno ai 10 anni” e ha annunciato il ricorso in appello.”Il mio assistito non è rimasto molto sorpreso”