UMILIATI DALLO STATO, PICCHIATI DAI BULLI. MA NOI INSEGNIAMO ANCORA

 

 

DI CLAUDIA PEPE

Niente di eccezionale esimi colleghi. Ormai il bullismo è diventato un fenomeno incontrollabile, nato e cresciuto in un clima di ignoranza e di assoluta mancanza di valori. I valori che principalmente dovrebbero crescere nelle mura domestiche e poi curate e sviluppate nella scuola. È successo proprio nella mia città in un Istituto Professionale. Mesi fa un docente è stato ripetutamente intimidito, provocato, messo in un angolo da un alunno di 16 anni. Il docente ingabbiato in una classe che aveva perso ogni equilibrio, ogni rispetto e credito, si è visto costretto a scappare da quell’aula. Un’aula dove cercava di insegnare con l’impegno e lo sforzo che tutti noi insegnanti mettiamo in cartella la mattina e lasciamo la sera. Distrutti da un lavoro che non lascia più tempo alla didattica, ma all’apparire, dimenticandosi delle persone per dare spazio all’immagine. I ragazzi ormai non capiscono più che quell’insegnante che si siede davanti a loro, è lì per trasmettere le sue conoscenze, per far riscoprire la bellezza dell’apprendere e del sapere. E tanti docenti mentre innalzano la bandiera di Socrate sempre e nonostante tutto, vedono ragazzi che fanno aerei di carta lanciandoli fuori. Nei loro vuoti incorniciati da finestre diroccate.  Naturalmente noi insegnanti siamo sempre sotto i riflettori, ma non quelli della televisione, ma in quello dei cellulari degli studenti. Infatti, in questo vicenda, un altro bulletto ha filmato tutto. Questo è il bullismo: lo stupido, sciocco, banale tentativo di rendersi famosi attraverso la distorsione della realtà. Ragazzi che dalla vita non possono aspettare nulla, tranne di finire in un bar a distruggersi e a buttare la loro vita tra le sterpaglie dei loro campi minati.

Il Professore ha denunciato, ma finché la scuola non si trasforma, finché la politica non ci rispetta ma anzi pensa di decurtarci gli stipendi, e pensa a farci fare ore di volontariato, cosa possiamo aspettarci?

Finché la genitorialità non riprenderà in mano la forza dell’educazione, dell’etica, della collaborazione scuola-famiglia, noi insegnanti siamo destinati a soccombere nell’ombra di ragazzini avulsi da ogni forma di riguardo e di stima che nel corso degli anni tutti hanno contribuito a demolire. Il ragazzo dell’episodio racconterà nella corriera ritornando a casa, come ha umiliato un uomo. Sarà tronfio e pieno di odio, un concentrato di frustrazioni, di repulsione verso la vita. L’alunno è stato espulso e il compagno di classe, autore del video, sospeso. Il ragazzino protagonista dell’atto di bullismo rischierebbe anche una denuncia per violenza privata e interruzione di pubblico servizio ed è stato segnalato ai Servizi sociali affinché venga inserito nel progetto “Fuori scuola” per tentare un recupero scolastico. Nel video in questione si sentono anche urla e schiamazzi oltre ad alcune voci che, nel momento in cui l’insegnante abbandona l’aula, gridano “Non lasciatelo scappare (Fonte Corriere della Sera)”. Non lasciatelo scappare, picchiamolo, insultiamolo, tanto è solo un fallito, facciamogli vedere chi comanda in questa classe. Queste sono le parole che sentiamo, oltre ai pugni, le macchine rigate e l’infrangere dei nostri sogni. Forza Governo, decurtateci gli stipendi, prendeteci come volontari, fateci umiliare, picchiare, denigrare. Forza Governo tagliate ancora su di noi. Ma vi siete mai chiesti senza noi insegnanti come farebbe andare avanti questo mondo? Un mondo che un sistema di governo sembra averci annullati, inascoltati e soppressi. Prima o poi succederà qualcosa di terribile, ma noi al suono della sveglia saremo sempre pronti a portare avanti la maieutica, l’arte delle parole, l’amore per il nostro lavoro. Noi insegnanti ormai siamo tra gli ultimi eroi di questo tempo, un tempo che fu nostro, e ora, ci umilia come manichini da colpire al cuore. Non ci avrete mai. Non finché l’amore che abbiamo per il nostro lavoro illuminerà la nostra vita.