ZEINAB SEKAANVAND GIUSTIZIATA IN IRAN, LA SPOSA BAMBINA ACCUSATA DI AVER UCCISO IL MARITO

DI CLAUDIA SABA

Aveva 17 anni Zeinab Sekaanvand, quando la prelevarono per portarla in carcere.
Il crimine da lei commesso: uccidere il marito.
Una sposa bambina, mai stata bambina che, a soli 15 anni aveva già vestito, i panni di una donna.
È stata giustiziata il 2 ottobre, all’età di 24 anni.
Una notizia passata quasi in sordina, diffusa dall’ong curda Hangaw Organization for Human Rights e poi confermata da Amnesty International.
“Non solo Zeinab era minorenne al momento del reato, ma il suo processo era stato gravemente irregolare. Aveva avuto assistenza legale solo nelle fasi finali del procedimento, nel 2014, quando aveva ritrattato la confessione, resa a suo dire dopo che agenti di polizia l’avevano picchiata su ogni parte del corpo”, denuncia Amnesty.
Come denuncia anche una serie di violenze nei suoi confronti. Zeinab, trasferita nel reparto ospedaliero della prigione di Urmia, era stata sottoposta a un test di gravidanza, risultato poi negativo.
La famiglia aveva appreso solo il giorno prima, che l’esecuzione sarebbe avvenuta il giorno successivo.
L’Iran è l’unico Paese al mondo che manda a morte dei minorenni.
Dal 2005 ad oggi, sono state eseguite 90 esecuzioni su minori.
Le ultime cinque, solo nel
2018.
80, restano invece, ancora in attesa, nel braccio della morte.
Restano le ingiustizie.
In un paese dove non esiste alcuna legge a proteggere donne e bambini, bambine e adolescenti.
Resta un profondo sconcerto e la rabbia, sempre più crescente, davanti a tali soprusi.
Zeinab, una donna bambina, una sposa appena adolescente.
Uccisa con una corda intorno al collo, condannata a morte fin dalla nascita.
Come lei, tante altre, non vedranno mai rispettato il
Loro vivere.