MANOVRA DEL POPOLO? NO, E’ IL CONTROLLO DEL POPOLO. E I POVERI SARANNO UMILIATI

DI GIORGIO CREMASCHI

Nelle dichiarazioni del governo ci si dilunga nell’inventare modalità per controllare come i poveri spenderanno i soldi che riceveranno, come finto reddito di cittadinanza.
Non si sa ancora quanti saranno gli assistiti, né quanto riceveranno, ma i ministri già spiegano che in ogni caso essi saranno controllati. Come i benefattori dell’Inghilterra ottocentesca di Charles Dickens, i ministri del governo lega cinquestelle sono ben attenti a che i poveri non dilapidino le loro risorse in bagordi. Una volta erano le osterie, ora è il gioco on line o il televisore al plasma.
Secondo i benpensanti di ieri e di oggi i poveri appena ricevono soldi li buttano via, ed in fondo è proprio per questo che sono tali. Quindi tesserini, acquisti obbligatori concessi proibiti, controlli burocratici, ai poveri più burocrazia che soldi.
Altro che cittadinanza, questa elemosina di stato umilia i cittadini, e altro che reddito, perché un reddito un cittadino lo spende come vuole e come può, non come lo obbligano.
Il governo elargisce anche un bel regalo fiscale, con la flat tax e con il condono. Sono soldi che dovrebbero essere dello stato e che diventano reddito per un bel po’ di cittadini. Ebbene costoro potranno spendere come vogliono i soldi in più che si troveranno in tasca. Il governo non ha neanche concepito l’idea di controllare le persone beneficiarie dei bonus fiscali. Ma che scherziamo, non sono mica poveri.
Questo governo riesce a essere reazionario anche quando accenna a fare qualcosa di apparentemente progressista, anche in questo caso riesce ad offendere i diritti della persona e a rafforzare le discriminazioni di classe. Altro che manovra del popolo. Questo è controllo sul popolo, quello povero, magari con il bancomat. Ma che schifo è?”