UN GOVERNO IN CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE

DI ALESSANDRO GILIOLI

1. Manovra economica. Okay, si fa il 2,4 di deficit solo quest’anno poi si scende. La decisione è stata presa dal vertice di ieri e l’idea è che abbassi la tensione con Bruxelles e i mercati. Allo stesso scopo, il ministro Moavero farà da pontiere tra il governo italiano e la Ue (scarsa, evidentemente, la credibilità di Tria). Per contribuire a modo loro all’appeasement, Salvini e Di Battista ieri hanno accusato Juncker di ubriachezza molesta.

2. Uno dei paradossi della situazione in cui ci troviamo è proprio questo: in privato e nelle sedi istituzionali, tutti cercano un qualche accordo con Bruxelles e con i mercati per evitare di andare al default. In pubblico, per via della campagna elettorale permanente, leghisti e grillini continuano nell’escalation di male parole per far schizzare i sondaggi.

3. Il nodo politico immediato però è il reddito di cittadinanza o chiamatelo come vi pare. C’è un braccio di ferro tra Salvini e Di Maio su quello, perché il resto (pensioni etc) si può fare anche solo alzando il deficit, ma il reddito no, i conti non tornano, mancano 15-20 miliardi. Insomma bisogna trovare altri soldi.

4. Già, ma dove? La ragioneria dello Stato sta cercando. Si parla di riduzione delle detrazioni fiscali, e sapete come reagirebbe la Lega. È curioso invece come nessuno dica una parola sulle spese militari, oggi oltre 60 milioni di euro al giorno. La ministra grillina Trenta anzi ha detto che dovranno arrivare a 100 milioni al giorno nel 2021. Ma i grillini non erano quelli della marcia Perugia-Assisi? E ci andranno anche alla prossima, tra quattro giorni?

5. Intanto le cazzate sparate ieri da Borghi hanno fatto perdere allo Stato alcune centinaia di milioni in poche ore così perfino Salvini gli ha detto di star zitto. Per una volta sono con Salvini: pannolone verbale a Borghi e Bagnai fino al giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta della legge di bilancio, sennò qui non ne usciamo vivi. Raccomando in particolare ai colleghi dei talk show di pensare ai loro figli e ai loro mutui prima di invitarli in studio, grazie.

6. Caso Lucano. La simpatica teoria dell’ex magistrato Carlo Nordio, sul Messaggero, è che «il matrimonio è sacro», quindi il sindaco di Riace – avendo usato questo istituto per regolarizzare un paio di migranti – è stato «sacrilego» (testuale). Nordio è quello che di recente ha difeso Salvini sui 49 milioni e sull’Aquarius, in passato aveva scritto una riforma della giustizia per Berlusconi. Amen.

7. Non ho capito perché Il Messaggero ce l’ha tanto su con Lucano: “subcomandante Mimmo”, “fuorilegge con sponsor buonisti”, “l’alibi buonista per assolvere il reato”, “è un seguace del Che”, “aveva trasformato Riace in Macondo” e così via. Mi viene il dubbio che il sindaco abbia rifiutato qualche appalto ai Caltagirone.

8. Altrettanto sacrilego, tuttavia, Lucano non appare all’Avvenire, che invece lo difende, invitando a non confondere le leggi dell’amore con quelle dello Stato. L’Avvenire, insieme al Manifesto, è il quotidiano che la giunta leghista di Monfalcone ha vietato alla sua biblioteca comunale di acquistare. Tutto avrei pensato nella vita fuori che dire “Je suis l’Avvenire”. Ma così va.

9. Ancora su Lucano, poi basta: consigliata a tutti la lettura di “Mimì capatosta” di Tiziana Barillà, Fandango, uscito un anno fa. Davvero da leggere, per capire che al mondo c’è il bene e c’è il male. E per chiudere, sia chiaro è inciso nel marmo per sempre: la Lega ha rubato 49 milioni, Mimmo Lucano nemmeno un centesimo. Fine della storia.

10. Osservatorio giornali fasciotrash: «Il reddito di cittadinanza sarà la tomba dei grillini», «Le maestre hanno paura delle mamme col burqa», «Sindacati fuori di testa», «Salvini nuovo re di Napoli», «Solo la Russia salverà il cristianesimo», «la Boschi come Belen». Fino all’abisso di euforico stronzismo: «Modello Riace sgominato».