VIBRANTI RIMOSTRANZE DEGLI SFOLLATI DI GENOVA, IL SINDACO BUCCI COMMISSARIO STRAORDINARIO

DI MARINA POMANTE

 

 

Aria di tempesta sul Decreto Genova, è passato un mese e mezzo e adesso la società vorrebbe renderlo carta straccia.
Ieri le proteste degli sfollati della zona rossa, pronti a contestare quest’ennesimo e inatteso voltafaccia.
La Società Autostrade ha freezzato la seconda trance dei contributi richiesta dal Comitato sfollati per far fronte alle ulteriori nuove spese derivanti dalla prolungata permanenza fuori casa. Tra gli sfollati una combattente, Giusy Moretti, che rivendica il diritto di tutti di poter rientrare nelle proprie abitazioni proprio in prossimità dell’inverno e riappropiarsi di giacconi, maglioni e canottiere, dichiarando che: “il freddo è arrivato, ma noi non siamo ancora potuti rientrare in casa a prendere le nostre cose”.

C’era stato un tira e molla tra gli sfollati che chiedevano un contributo uguale per tutti, 10 mila euro da ritenere a fondo perduto, un’erogazione liberale.
La Società invece aveva riproposto un’offerta più alta ma in acconto sul Pris, il programma regionale di intervento strategico per favorire la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, ma siccome nel Decreto è stato escluso Aspi (i concessionari autostradali) dalla ricostruzione che comunque in una nota ribadiscono la massima attenzione e disponibilità verso i cittadini danneggiati dal crollo del ponte, non è più certo che si possa utilizzare il Pris.

Un dilemma legale non indifferente quello segnalato dalla Società che dichiara di aver freddato qualunque trattativa proprio in visione di una più ampia visione del tavolo di negoziazione. Una preoccupazione dal doppio risvolto, perchè se non sarà proprio Autostrade a indennizzare il Pris, salterà ogni contrattazione anche sulle cifre concordate per i risarcimenti e l’abbattimento delle case adiacenti alla zona rossa.
Luca Fava uno degli esponenti del Comitato case, ha spiegato che la “chiusura dei rubinetti”, predispone il rischio che anche gli indennizzi non vengano elargiti e il timore percepito è che la partita dei risarcimenti possa essere bloccata da eventuali ricorsi da parte di Autostrade.
La Società comunque in una nota ha confermato l’attenzione e la disponibilità per garantire il supporto degli abitanti e delle famiglie interessate dal crollo del Viadotto Polcevera.
Per quanto è attinente i contributi economici agli sfollati, la Società a settembre ha erogato somme destinate a 263 nuclei familiari e un’ulteriore contributo per i titolari di mutui ai quali le banche non hanno sospeso le rate. Un’iniziativa condotta in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria.

Anche per chi abita nella zona arancione, quella più prossima all’area interdetta, verrà designato un contributo che risarcirà le difficoltà avute relative al crollo che li ha obbligati a lasciare le loro case per 5 giorni.

Autostrade sta inoltre valutando il tema posto dai proprietari non residenti della zona rossa che hanno richiesto di essere ammessi in qualche modo nel suddetto Pris.
Nella nota però la Società conferma di aver bloccato ogni passo “anche alla luce dell’entrata in vigore del Decreto Genova e in attesa della nomina del Commissario con il quale raccordarsi sul tema”.

I rappresentanti del Comitato hanno spiegato che, ieri gli abitanti di via Porro e via Campasso, le vie evacuate dopo il crollo, hanno stabilito con i vigili del fuoco il rientro temporaneo nelle abitazioni abbandonate. I vigili hanno chiesto di stilare una lista delle loro necessità per il recupero degli oggetti personali, per programmare nel miglior modo possibile gli interventi.

Nei prossimi giorni ci sarà un elenco preciso di chi entrerà prima e chi dopo, con la richiesta di poter entrare in due per almeno un’ora. Gli sfollati si sono detti pronti a coinvolgere, oltre ai vigili del fuoco, anche l’esercito. Lunedì è stata indetta la manifestazione di piazza di cittadini ed esercenti. La prima dopo il 14 agosto. Gli abitanti della Valpocevera chiedono: “la riapertura delle strade di sponda”, per poter “difendere i posti di lavoro” e “tutelare il diritto alla salute”. Parteciperanno alla manifestazione anche gli abitanti e i commercianti del quartiere Certosa confinante con la zona rossa, preoccupati per un rione che si “sta spengendo”.

Questa mattina c’è stata una telefonata tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, Palazzo Chigi ha comunicato, come previsto dal “Decreto Genova”, l’intenzione di procedere alla nomina del sindaco Marco Bucci come commissario straordinario alla ricostruzione del ponte Morandi. La Regione ha immediatamente risposto con parere favorevole.

Intanto a Palazzo di Giustizia prosegue il lavoro dei pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno che hanno sentito, come persone informate dei fatti, Lucio Ferretti Torricelli, responsabile dell’Unità strutture di Spea, e Roberto Acerbis, responsabile Monitoraggio opere e analisi dati sempre di Spea, sul progetto di retrofitting (i lavori di rinforzo delle pile 9 e 10) e sulle modalità con cui è stato elaborato il documento e chi avesse partecipato alla realizzazione.
Contempporaneamente la Guardia di Finanza di Genova ha diffuso un nuovo impressionante video del crollo del ponte Morandi, nell’hangar dove sono stoccati i reperti, proseguono i rilievi dei periti delle parti, nell’ambito dell’incidente probatorio che si concluderà tra due mesi.