E LA CARFAGNA METTE IN RIGA IL MINISTRO DELLA PAURA

DI LUCIO GIORDANO

Certo, vedere Mara Carfagna, vicepresidente della camera, bacchettare quello che viene definito il ministro della paura, fa un certo effetto. Accade che nel question time, il segretario della lega fa, come spesso gli capita, una osservazione fuori luogo:”Curioso il fatto che al question time siano presenti più deputati di maggioranza che di opposizione, però così va il mondo”, facendo finta di dimenticare che ci sono le commissioni in corso. La Carfagna, con piglio sicuro  e per niente intimidita  lo mette però in riga:  “Lei è libero di parlare ma non di attaccare il Parlamento, le sembrerà strano, ma le regole valgono anche per lei”.

Già, le regole valgono anche per Salvini, che fino ad ora aveva usato il Parlamento  come un’aula sorda e grigia, senza nemmeno  un bivacco di manipoli. Stavolta invece, l’attuale vicepresidente del consiglio è spiazzato,  reagisce come un bambino colto con le mani nella marmellata. Incassa male. Tira su le spalle, prova a replicare, ma con la Carfagna non si passa. Ribatte colpo su colpo, la berlusconiana di ferro. E fa abbassare la cresta a quello che molti considerano il peggior ministro dell’interno della storia repubblicana. A quel punto Salvini legge il testo ma ormai la posa da statista è finita nella spazzatura. Ci manca solo che la Carfagna lo mandi  dietro la lavagna, per rovinargli definitivamente  l’immagine di politico duro. Un’immagine, va detto, costruita ad arte, pezzo su pezzo, che inizia a mostrare seri cedimenti. Ma la Carfagna non infierisce. Si comporta da donna autorevole. Glissa con classe, dopo aver ristabilito i ruoli . “Ciapa lì e porta a ca'”, verrebbe da dire. 1 a 0 e  palla al centro.

https://video.repubblica.it/politica/camera-battibecco-in-aula-tra-salvini-e-carfagna-ministro-le-regole-valgono-anche-per-lei/315873/316504?ref=RHPPBT-BS-I0-C4-P5-S1.4-T1