IL REDDITO DI CITTADINANZA E’ UNA COSA SERIA

DI MASSIMO RIBAUDO

Il reddito di cittadinanza è una cosa seria che  andrebbe legiferato da persone serie.

La feccia dell’elettorato leghista ritiene che il reddito di cittadinanza promosso dal Movimento 5 stelle sia una misura assistenzialista. Sono i falliti della “fabbricchettaaa”, incapaci di imprendere e di comprendere che un diritto universale al reddito, in questa fase economica, è l’unica leva per un aumento della domanda interna di beni e servizi. Un diritto universale al reddito è la modificazione del paradigma della schiavitù del debito.

Ma da quello che sento dire da Di Maio e dagli esponenti del M5s, per paure elettorali e meschinità personali, il loro reddito di cittadinanza sarà un Harz IV tedesco fatto molto male, che in Germania ha creato soltanto una fascia di emarginati curati da psichiatri e servizi sociali.

D’altra parte Salvini non sta facendo assolutamente gli interessi della classe media che dice di voler sostenere, e che stupidamente lo vota. Piccole imprese, artigiani e professionisti hanno solo da guadagnare se due milioni di italiani in più si potessero affacciare all’esistenza in vita garantita da 10.000 euro l’anno e sarebbe anche semplice da spiegare. Salvini invece supporta il piccolo padronato schiavista che paga “a nero” stipendi da fame: quello sì che avrebbe veri problemi se fosse garantito un diritto universale al reddito.

Insomma, questi due gaglioffi vogliono fare la rivoluzione per far fallire la rivoluzione.

Se ci sono, tra gli eletti in Parlamento, persone serie, con ancora un po’ di dignità, mi auguro che facciano sentire la propria voce, e contribuiscano a realizzare un reddito di cittadinanza che non sia elemosina né nuovo e odioso vincolo burocratico, ma riconoscimento di un diritto esistenziale per la dignità e la libertà umana. Mi si dirà che questo è rappresentato dal lavoro. Mi piacerebbe pensarlo, ma lo Stato il lavoro non lo può garantire. OGGI NON E’ POSSIBILE. Può e deve invece garantire un reddito che migliori le opportunità e le capacità dell’individuo, o la sua scelta, spesso obbligata, di sopravvivenza in questo mondo che non ha più un ordine sociale definito, né lo avrà mai più. Nonostante i proclami di Di Maio e Salvini.