TERREMOTO NEL CATANESE. 4.8 DI MAGNITUDO

DI ANNA LISA MINUTILLO

Una notte di agitazione e paura quella appena trascorsa dai cittadini di Catania a causa della scossa di terremoto di magnitudo 4.8 registrata nella zona di Santa Maria di Licodia. La profondità  della scossa è stata di nove chilometri. L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha confermato la magnitudo del sisma: 4.8 nella scala Richter. Si sono verificati crolli di cornicioni, nella chiesa del paese e a Palazzo Ardizzone, ex sede del municipio, e di antiche case rurali. Sono Adrano e Biancavilla i paesi maggiormente interessati.  Le persone svegliate nel cuore della notte si sono riversate allarmate nelle strade.
Alcune di queste ( si tratterebbe di una quarantina di persone) sono rimaste ferite in modo non grave e  portate nell’ospedale di Biancavilla, altre sono state ricoverate in stato di choc.  Nei luoghi colpiti dal sisma sono intervenuti subito Vigili del fuoco e protezione civile. Quest’ultima ha provveduto a transennare alcune zone, anche se al momento non si registrano danni strutturali agli edifici interessati.
Dopo la prima scossa registrata intorno alle 2:30, si sono verificate tre repliche di minore intensità registrate vicino a Bronte, la prima (magnitudo 2.2) alle ore 2.14, l’altra (magnitudo 2.0) alle 2.26.

Il sisma è stato avvertito a Catania e in tutta la provincia, oltre che a Siracusa, Enna e Messina.

“La scossa ci ha toccati tutti, ma non facciamoci prendere dal panico”. E’ quanto afferma il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, aggiungendo: “A chi si trova fuori di casa diciamo di evitare di restare in prossimità di balconi e, dunque, di abitazioni. Evitate soprattutto di girare per strada con le automobili. Assieme a carabinieri, vigili del fuoco, polizia, Protezione civile e volontari siamo per le strade di Biancavilla a monitorare la situazione”.


Tante le testimonianze affidate ai social che si sono potute leggere nella notte. Molti i cittadini impauriti poiché l’evento sismico ha avuto lunga durata ed è stato avvertito chiaramente dalle popolazioni dei centri etnei.
Proprio una settimana fa, sabato 29 settembre, una scossa di terremoto meno forte, di magnitudo 2.9, era stata registrata, alle 14.07, dalla Rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a sette chilometri a ovest di Linguaglossa, sempre in provincia di Catania. L’evento era stato localizzato ad una profondità di un chilometro, con epicentro tra i comuni Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e Piedimonte Etneo. Fortunatamente non erano stati segnalati danni di rilievo.