VENEZIA: E’ NERA E CERCA POSTO. AL RISTORANTE DICONO CHE FA SCHIFO

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

Judith Romanello è una ragazza di venti anni che sta cercando lavoro a Venezia.
Si imbatte in un annuncio per un impiego da cameriera, contatta il ristorante e si appresta a recarsi a colloquio.
Un colloquio che dura pochi minuti poiché una volta giunta sul posto, quello che avrebbe potuto essere il suo datore di lavoro, dopo averla vista esordisce così: ‘Ah, ma sei nera?’ .
La giovane, basita per l’ “arguta”  osservazione risponde: ‘A quanto pare sì’.
Puntuale l’osservazione di lui : ‘Scusa, non per cattiveria, ma io non voglio persone di colore nel mio ristorante, perché sai potrebbe far schifo ai miei clienti, potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti’.
In questo modo, senza attendere risposta e senza preoccuparsi delle affermazioni appena propinate alla ragazza, va via, autorizzato ( non si sa bene da quale potere divino), a voltare le spalle alla malcapitata, dall’alto della sua supponenza..
Judith affida il suo racconto ad un video pubblicato su Facebook sottolineando che non è interessata a parlare di politica ma solo a rendere noto quanto le è accaduto.
Una storia brutta, accaduta in una società che non smette di “regalare” episodi di discriminazione ingiustificata.
Sì perché neanche ci si è preoccupati di verificare se Judith fosse idonea per quel tipo di lavoro, ma ci si è fermati ancora e per l’ennesima volta di fronte al colore della pelle che nulla ha a che fare con le capacità personali.
Forse avrebbe potuto essere esattamente il contrario rispetto allo schifo così tanto decantato nel mettere le mani nei piatti dei clienti.
Basti pensare a come vengono lasciati i tavoli dopo aver consumato i pasti,  non è che “i bianchi “ siano così perfetti a tavola, anzi fanno un sacco di schifezze.
Ancora una volta non si è persa occasione per dimostrare la pochezza che alberga indisturbata nei modi di pensare di alcune persone, ma si è persa quella utile per dimostrare di essere persone migliori, arricchite e capaci di discernere tra assurdi preconcetti e la realtà multietnica in cui viviamo.
Non si è fatta attendere la reazione del sindaco Luigi Brugnaro che su Twitter commenta: “Comportamento assurdo, discriminatorio e soprattutto stupido! Cara Judith ti chiedo ufficialmente scusa a nome della Città per questo episodio vergognoso! Farò di tutto per tentare di rintracciare questo cretino patentato”, assicura il primo cittadino.
Non possiamo fare a meno di domandarci: per fortuna non si trattava di essere “cattivi”, se così fosse stato, quale atteggiamento sarebbe stato riservato a questa giovane?
Quanta “italica” pochezza in un piatto di spaghetti (nella migliore delle ipotesi) scotti, ed ora avanti, a sparecchiare i tavoli, cercando di eliminare le briciole di superficialità in cui allegramente si sguazza…