ABBIAMO CAPITO CIÒ CHE STA SUCCEDENDO?

DI VANNI CAPOCCIA

“Cambridge analytica”, una sigla che ci siamo già dimenticati. Eppure, il fatto che fosse riuscita ad avere accesso all’immensa banca dati di Facebook utilizzandoli per manipolare l’opinione pubblica è uno dei grandi scandali planetari degli ultimi decenni.

L’importanza di aver accesso ai dati e usarli per la comunicazione è talmente chiaro alla Casalaeggio associati che ha messo i suoi proprio dove serve: Rocco Casalino a fianco del presidente del consiglio Conte; Massimo Bugani, consigliere comunale M5S a Bologna, a quello del vicepresidente del consiglio Di Maio.

Ora grazie a il Post (https://www.ilpost.it/2018/06/26/governo-istat/) veniamo a sapere che c’è stato un incontro tra la sottosegretaria al Ministero dell’economia e finanza Laura Castelli del M5S e il presidente dell’Istat per “Fare il punto sul processo di innovazione portato avanti dall’istituto e sulla sinergia necessaria da mettere in atto con la politica per il raggiungimento degli obiettivi del contratto di governo.”.

L’Istituto di statistica – dovrebbe essere neutro, il più possibile asettico – utilizzato per raggiungere obiettivi di governo. Ma l’Istat ha i dati di tutti noi. E i dati non sono solo numeri, dietro ogni numero c’è la storia di una persona compresi i suoi sentimenti. L’Istat conosce come la pensiamo sui più svariati argomenti, sa quali sono i nostri desideri, conosce le nostre ansie e paure.

Sono queste storie e questi sentimenti che interessano al M5S. E che un partito e l’azienda di comunicazione a lui legata vogliano o possano utilizzare questi dati sensibili è cosa ben più pericolosa per la democrazia delle felpe di Salvini.

Credo abbia ragione Lorenzo Calza: non abbiamo “capito per niente quello che sta succedendo”.