ALICE, MORTA PER OVERDOSE DI EROINA GIALLA

DI CLAUDIA SABA

Alice, 16 anni, vittima dell’eroina.
Alice. Bella, con i suoi sedici anni che arrivano una volta sola.
Alice è morta in un bagno della stazione di Udine, per una dose di “eroina gialla” iniettata in vena.
Il papà, Mario Bros, non sa darsi pace.
L’eroina, venduta in mix con altri farmaci è una droga molto più pura e dannosa dell’eroina immessa sul mercato fino a qualche mese fa.
Spacciata per lo più da nigeriani, nella piazza di Mestre e in zone limitrofe alla Stazione, avrebbe già provocato diversi decessi, nel nord-est d’Italia.
È ciò che emerge dagli atti di un’inchiesta, aperta dalla Procura di Venezia, che ha già prodotto 41 ordinanze di custodia cautelare.
Sarebbero almeno 18, gli adolescenti morti nell’ultimo anno.
Mercoledì, alla Stazione, Alice non era sola.
Con lei il fidanzato con il quale frequentava il liceo artistico Sello, fino allo scorso anno.
Dopo la bocciatura, lui aveva lasciato gli studi e si era messo a vagabondare molto spesso, davanti alla stazione.
La polizia lo aveva fermato e controllato più volte.
È proprio lui a fornire un primo racconto agli investigatori.
Con Alice, avrebbero preso un trancio di pizza e raggiunto a piedi, la ferrovia. Entrati nel bagno del binario 1, qui si sarebbero iniettati l’eroina gialla nelle braccia, procurata da Alice.
È quanto ha riferito il ragazzo, cercando in qualche modo di discolparsi.
Dopo la dose, entrambi hanno perso i sensi. Inizialmente aveva pensato fosse solo svenuta.
È per questo che l’ha trascinata fuori dal bagno, messa sotto un lavandino cercando di svegliarla versandole acqua sul volto.
La scena è stata notata da un passante che ha subito allertato un capotreno e chiamato i soccorsi.
Gli esami autoptici confermerebbero la morte per overdose.
I genitori di Alice, Mario e Laura, sono separati da tempo.
“ Dopo che ci siamo divisi abbiamo continuato a vederci. Per nostra figlia e perché ci vogliamo bene. Attendevo che Alice mi telefonasse nel primo pomeriggio come spesso faceva quando non voleva rientrare in treno. Sarei andato a prenderla per portarla a casa in auto”, racconta il papà che vive proprio dietro la stazione.
Mario non voleva che Alice frequentasse quel ragazzo.
Li avete sentiti spesso litigare e per questo l’aveva anche portata da uno psicologo.
Non si era mai accorto che Alice facesse uso di eroina.
Nessun sospetto.
“ Lo scorso anno, aggiunge ancora suo padre, aveva lasciato un fidanzatino perché girava con del “fumo”.
Alice era candida, ma forse troppo raggirabile”.
I genitori di Alice sostengono che “non era mai stata una tossicodipendente”.
Ma i genitori, sono sempre gli ultimi a leggere i malesseri di un figlio. Non è mai facile accettare di sapere che ricorra all’uso di droghe.
Si preferisce fuggire da una realtà, troppo scomoda da affrontare.
In fondo è anche questo che spinge gli adolescenti a farne uso.
A mascherare i disagi del mondo intorno.
Senza troppo rumore.
In silenzio.
E nel silenzio, muoiono.