CRISTIANO RONALDO SENZA PACE : ACCUSE DA ALTRE TRE DONNE

 Di VANNI PUZZOLO

 

Intanto lui vola a Lisbona dai legali e la famiglia chiede solidarietà sui social.

CR7 senza pace, non ci sarebbe solo Kathryn Mayorga ad accusarlo, ora, secondo il Sun, che intervista l’avvocato Leslie Stovall, legale della ragazza americana, ci sarebbero altre due ragazze che accusano il fenomeno portoghese di varie violenze sessuali e non.

Una donna sosterrebbe di essere stata ferita, una di essere stata violentata dopo un party e infine una terza dichiarerebbe di aver firmato pure lei un patto di riservatezza nove anni fa per tacere ad una violenza ricevuta.

Inoltre, sempre voce Sun, arriverebbe una storia di una ragazza inglese che pure lei lo accuserebbe di un’aggressione sessuale quando ancora giocava nel Manchester United.
In quell’occasione Ronaldo sarebbe stato pure interrogato per nove ore dal Crown Prosecution Service ma il caso venne archiviato.
Ora in molti in Inghilterra, tra cui il laburista Jess  Philips, chiedono la riapertura del caso.

Insomma la tempesta si è scatenata improvvisa e violenta e gli attacchi arrivano da ogni parte.

La Juventus ha già espresso pubblicamente tutta la solidarietà e la vicinanza al calciatore tramite il nuovo responsabile area tecnica Fabio Paratici, anche la famiglia tutta si è stretta attorno a CR7.

La sorella Katia ha lanciato una campagna social chiedendo giustizia, pubblicando su Instagram una foto versione Superman e chiedendo di condividere formando una catena di solidarietà.

Anche Ruby

Spunta persino Ruby Rubacuori nella vicenda delle accuse di stupro a carico di Cristiano Ronaldo.
Nella giornata in cui esce la notizia di altre tre donne che sarebbero pronte ad accusare il campione portoghese della Juventus, la stampa inglese riprende anche le accuse mosse nel 2011 da Karima El Mahroug, la celebre “Ruby Rubacuori” del Bunga Bunga berlusconiano – che dichiarò di aver ricevuto da Cristiano Ronaldo 4mila euro per dormire con lui quando lei era ancora diciassettenne.
La storia venne a suo tempo seccamente smentita, ma l’ondata di accuse nei confronti di CR7 ridà inevitabilmente credibilità a quanto Ruby dichiarò sette anni fa.

Quanto vale un Cristiano Ronaldo accusato di stupro?

Nike si dice preoccupata, Electronic Arts ha cancellato il giocatore dalla pagina ufficiale, la Juve subisce un crollo delle azioni.
Voi indossereste la maglia di uno che porta sulle spalle accuse simili?

E tutti gli altri sponsor ? perché non dimentichiamo che CR7 è molto più di un campione di calcio, è un azienda, un brand, un business infinito che, le vicende attuali, mettono tutto in discussione e in fibrillazione.

La vicenda

“Avanti così, tutti insieme #Finoallafine“

L’ha scritto Cristiano Ronaldo due giorni fa sulla sua pagina Instagram, in un italiano che ancora non parla ma che c’è chi scrive per lui, esultando per il gol inflitto all’Udinese, quello con cui, a voler leggere i maligni commenti social, risponde alle accuse di stupro che che lo stanno travolgendo.

Accuse alle quali, nel frattempo, si stanno aggiungendo nuovi elementi.

La prima cosa, la più rilevante, è che la polizia di Las Vegas, la città dove sarebbe avvenuta la violenza di cui Ronaldo è accusato, ha riaperto il caso.

Ricordiamo che nel 2009 Kathryn Mayorga – la donna che dice di essere stata stuprata da CR7 – aveva denunciato la violenza alla polizia, si era sottoposta al test dello stupro, ma non aveva fatto il nome del calciatore.
Ora invece le cose sono cambiate, e lo scorso 28 settembre i legali di Mayorga hanno depositato una nuova denuncia, sempre relativa ai fatti del 2009, e hanno anche intentato una causa civile verso il giocatore, accusandolo non solo di frode e diffamazione, ma anche di violazione di contratto: Cristiano non avrebbe mai letto la lettera scritta dalla donna e che da accordi gli avvocati avrebbero dovuto consegnargli.

Nei documenti firmati nel 2010 gli stessi con cui CR7 s’impegna a pagare 375mila dollari e la donna alla riservatezza, si legge infatti che gli avvocati avrebbero dovuto consegnare all’attaccante una lettera scritta da Mayorga, lettera che Ronaldo stesso, lo scorso anno, nel negare tutte le accuse che il settimanale tedesco Spiegel aveva appena riportato alla cronaca, afferma di non aver “mai ricevuto”.

Se la cosa fosse confermata significherebbe che sono stati gli avvocati del calciatore i primi a non rispettare l’accordo tra le parti, e si potrebbe andare avanti con il procedimento civile appena intentato dai nuovi avvocati di Mayorga.

Nel frattempo, però, fa sapere Adan Ocampo-Gomez, il capo dell’ufficio di pubbliche informazioni della polizia di Las Vegas, si stanno raccogliendo nuovi indizi, e rispolverando le vecchie prove, tra cui il rape kit cui la ragazza si era sottoposta all’epoca: la legge del Nevada prevede che se le molestie sessuali sono state in qualche modo documentate, il reato non può cadere in prescrizione.

E quindi, mentre si cercano le prove di quella sera – cioè i vestiti e la biancheria intima indossati quella famosa notte, che furono depositati nel 2009 dopo la visita in ospedale, e pare non si trovino più, il calciatore sa bene che, almeno in linea teorica, potrebbe essere incriminato e andare a processo.
Senza parlare della quasi certa necessità di sentire la sua versione dei fatti, che probabilmente potrà però essere fornita dall’Italia, senza il bisogno di volare a Las Vegas.

Ma come sta reagendo la Juventus a tutto questo? Quali sono gli effetti che potrebbero ripercuotersi sulla società?
E soprattutto sul businessman Ronaldo?

A casa Juve per ora si fanno orecchie da mercante.
Dopo la Instagram Stories in cui CR7 si diceva tranquillo e si difendeva catalogando il tutto come fake news, sul profilo Twitter della Juve è stata cinguettata una difesa d’ufficio in cui si esaltano la professionalità e serietà del campione.

Un campione che prevedibilmente la società non può far altro che difendere, per difendere prima di tutto il su investimento.

Ricordiamo, Ronaldo è costato a mamma Juve 100 milioni di euro, ai quali vanno sommati i 31 milioni netti, più bonus vari, che dovrà sborsare per i prossimi 4 anni, per un totale di 86 milioni l’anno.
Soldi che non stupisce che la Vecchia Signora voglia difendere con le unghie e con i denti, soprattutto ora che gli sponsor, almeno quelli personali del campione, iniziano a traballare.

Se infatti l’italiana Yamamay, per cui Ronaldo posa in slip, parla di “vicenda inverosimile che si sgonfierà” e non ha intenzione di “modificare il piano d’investimento”, Nike si dice “preoccupata dalla situazione” e la Electronic Arts, tra i principali produttori di videogiochi per console, ha già eliminato le immagini del campione dalla pagina ufficiale degli EA Sports, Fifa 2019 compresa, spiegando di voler “monitorare la situazione”.

Capite che la situazione è complicata, e a poco servono le parole di Massimiliano Allegri che, sottolineando però di conoscere Ronaldo “da soli tre mesi”, invoca anche lui la “grande professionalità dentro e fuori dal campo”.

E serve a poco anche ricordare, cosa fatta sempre dal ct, che Cristiano “è uno che si dedica molto al sociale”, soprattutto perché mentre per Allegri “questo la dice tutta”, la borsa dimostra che questo non dice proprio niente, e le azioni della società crollano del 10%.
Per essere chiari: il danno d’immagine del centravanti ha già avuto ripercussioni sul titolo della Juve a Piazza Affari, titolo che proprio con l’acquisto del campione aveva guadagnato quasi il 200% in soli tre mesi.

Siamo poi sicuri che la faccenda non impatterà anche nella vendita del merchandising?
Quanti tifosi vorrebbero sulle proprie spalle il nome di uno accusato di stupro non solo da una, ma da più donne?
E, sempre sui documenti depositati di recente a Las Vegas, si faceva un rapido accenno a altri due casi, due presunte violenze avvenute a Manchester e in Italia.
Voi la comprereste la maglia di un giocatore invischiato in queste brutte storie?
La indossereste tranquilli?
Ma ancora: e se per Adidas e Jeep (con qualche dubbio in più data la proprietà) non fosse più un affare essere associate a lui?

Ci sono poi le ripercussioni della vicenda sul piano psicologico del giocatore, perché è vero che un anno fa, quando per la prima volta sono tornate in auge le accuse, Ronaldo rispondeva con 3 gol al Bayern Monaco in Champions e altri 3 all’Atletico in campionato, ma se non riuscisse ancora a lungo a chiudere fuori l’intera vicenda?

Un Ronaldo meno concentrato e meno efficace potrebbe riflettersi in risultati meno buoni, cioè partite perse, che a quei livelli hanno un’immediata ripercussione economica sulla società.
Chi vince incassa, c’è poco da fare.
Anche il valore del campione, poi, potrebbe diminuire, così come potrebbe sfumare la pubblicità derivata dalla vittoria dell’ennesimo pallone d’oro, che verrà consegnato a dicembre e per il quale Ronaldo giocava ancora da favorito, ma che ora non ci stupiremmo se dovesse andare a qualcun altro.

Insomma, per quanto possano dirne i tifosi incalliti, quelli disposti a difendere Ronaldo sempre e comunque, l’immagine del campione è stata intaccata.
E con lei, in qualche modo, quella della Juve.