LEGA E M5S: TRA POCHE SETTIMANE SARANNO I LORO STESSI ELETTORI AD INSEGUIRLI CON I FORCONI?

DI LUCIO GIORDANO

Tutto nasce da un post facebook. “Ho idea che entro poche settimane leghisti e 5 stelle verranno inseguiti con i forconi dai loro stessi elettori… Che si sentono presi in giro”. Ed è subito corrida tra tifoserie. C’è chi scrive ‘magari’, chi è scettico, chi, mostrando i sondaggi che ultimamente non avevano previsto nè il trionfo di Renzi alle Europee 2014, nè la vittoria netta dei 5 stelle alle politiche del 4 marzo, indica una crescita nei consensi, aggiungendo un ‘Grazie a Dio’.

In realtà, l’autore del post non ha tutti i torti. Ottobre sarà un mese cruciale per il governo giallo- nero. Dipende dal varo della manovra economica, dalle promesse mantenute o meno,  dalla risposta dell’ Europa, dallo spread, dalla reazione dei mercati, dal giudizio delle agenzie di rating, Insomma, saranno venti giorni vissuti pericolosamente. Mettiamo che si vada allo scontro con Bruxelles. Anche salendo sull’ottovolante: elettori lega – m5s,  contenti per le promesse mantenute, almeno i meno consapevoli dei rischi che ci troveremmo ad affrontare per una guerra con l’Europa. Dagli esiti incerti e i cui benefici sono tutti da dimostrare.

Magari ci dice bene: orgoglio italico salvo, reddito di cittadinanza salvo, condono tombale salvo, matrigna Europa messa ko. L’economia infine  riparte, come assicurano Salvini e Di Maio. Con tutto quello che ne consegue. Petto gonfio, furbi e disperati felici per aver risolto il contenzioso con l’agenzia delle entrate , disoccupati o lavoratori in nero che tirano un respiro di sollievo , Lega e 5 stelle che volano per davvero nei consensi. Sinceramente: tutti gli italiani, da un punto di vista economico, sarebbero felicissimi  per  il ritrovato stellone( leggi culo tricolore) e di essere  guidati da un governo all’altezza delle aspettative.

Ma, sinceramente, quante possibilità ci sono che tutto vada come si spera, in una congiuntura mondiale che non promette certo  giorni felici? 5- 10 per cento. Vogliamo essere ottimisti ed arrivare a 20 possibilità su cento? D’accordo. Ma Dio non voglia, e in questo caso è giusto scomodare  l’Altissimo: se la situazione dovesse precipitare? Se lo spread sfondasse quota 400, magari 500, se  i mercati smettessero di comprare buoni statali, la borsa continuasse nella sua china pericolosa e, complice il rumoreggiare dell’opinione pubblica, il governo dovesse repentinamente  fare marcia indietro sulla manovra economica?

Salvini agita come al solito lo spettro dei ‘gomblotti’ . Come un bambino capriccioso parla apertamente di quel briccone di Soros, di speculazione finanziaria per far cadere il suo esecutivo . Frasi scontate, in questi casi. La realtà è che ad agitarsi per ora  sono gli investitori, con un def tutto giocato su una manovra a debito da 15, 20, 22 miliardi.  E dunque delle due l’una: o le parole di Paolo Savona, “puntiamo ad una crescita del 2 per cento”, sono una mano santa per le speranze di questo governo, oppure c’è poco da complottare. La colpa, appare ovvio,  è del governo a trazione leghista che va alla guerra contro l’Europa, come un kamikaze, da una posizione di assoluta debolezza e senza cercare vie di compromesso.

“Ma è quello che gli elettori leghisti vogliono, imboniti dalla propaganda salviniana”, sono pronti a scommettere in molti. In effetti, mostrare i muscoli a Bruxelles è la libidine massima degli elettori del carroccio. E allora i sondaggi sarebbero tutti in suo favore. Vero, falso? Più falso che vero. Perchè finita ormai  la luna di miele, vai a spiegare all’elettore leghista che finora  hai portato a casa solo il condono tombale e un  decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione, mettendo d’altro canto a repentaglio i conti pubblici e i risparmi degli italiani? Ma i tifosi leghisti insistono: alle europee sarà un successo. Ammesso e non concesso, a chi andrebbe a rubare voti il carroccio? Alla destra radicale, chiaro.  Sicuro  svuotamento di Fratelli d’Italia, che scenderebbe allo zero virgola, metà dei voti presi a Forza Italia. 7 più 4 siamo a 11. 17 per cento, i voti della lega il 4 marzo, più 11  siamo a 28. Infine, due, tre per cento, i voti che Salvini rosicchierebbe ai cinque stelle. Cinque stelle che, secondo molti osservatori, perderebbe metà del proprio elettorato, quello di sinistra, che si sente prese in giro dalle scelte politiche di Di Maio, che ha spostato il partito a destra, molto a destra.

Rimane un 15 per cento di fedelissimi: un po’ poco per un movimento che alle politiche aveva trionfato con un sostanzioso 33 per cento. Ma nel mondo veloce del web, l’elettorato è mobile, poco fedele e guai  soprattutto a non mantenere le promesse.  Ti abbandona senza tanti complimenti. Quello che  infatti potrebbe capitare per davvero se lo scontro ostinato ed arrogante con l’Europa e i mercati portasse al disastro annunciato. Ogni italiano dotato di buon senso si augura naturalmente  che la fortuna e la prova muscolare di Salvini e c. aiutino ad evitare il default. Altrimenti, metaforicamente parlando, gli elettori sarebbero pronti ad inseguire i due partiti di governo con i forconi. Di quelli appuntiti, che usano i contadini traditi.