RIACE CHIAMA ED ANCHE ASSISI RISPONDE

DI LUCA SOLDI

 

 

In cinquemila persone avevano invaso sabato mattina Riace per manifestare la loro solidarietà a Mimmo Lucano.
Verso quel piccolo borgo dell’alta locride divenuto simbolo mondiale dell’accoglienza e verso quel sindaco finito una settimana fa agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio.
Ci sono volute le grida, gli slogan, gli applausi a farlo apparire per qualche istante a questa folla ch’è stata parte di tanta solidarietà comparsa in tutte le piazze delle città grandi italiane.
E tutto questo è stata una minima parte della grande festa del giorno dopo, della domenica, in una grande e partecipata Marcia della Pace 2018 fra Perugia ed Assisi.
E se a Riace si gridava “Mimmo libero” e “Siamo tutti clandestini” ad Assisi sfilavano i ragazzi delle scuole di Locri fra due ali folla che li applaudivano nel nome della resistenza alla Ndrangheta, alle ingiustizie ma anche in favore dei sentimenti che mettono al centro il valore dell’umanità.
E se a Riace si ribadiva che occorreva stare al fianco di quel “fuorilegge” che rispetta la Costituzione più di tanti che “rispettano le regole”, ad Assisi si andava oltre facendo propria la volontà di proporre la candidatura della piccola cittadina della locride al prossimo Nobel per la Pace 2019.
Italie un tempo solo all’apparenza diverse ed invece oggi rese uguali da un clima generale che invece mette al centro i veri nemici.
Quelle paure e quegli egoismi che sfociano in un clima di odio razziale che sembrano avvolgere tutto e tutti in un abbraccio mortale che non lascia spazio alla speranza.
Ecco che sabato il corteo, mentre arrivava la prima pioggia, cercava di arrivare sotto casa di Mimmo Lucano.
Ed i manifestanti hanno iniziato a gridare:
“Mimmo, orgoglio calabrese, curdo, siriano, palestinese” per poi intonare “Bella Ciao”.
Ed Assisi il giorno dopo rispondeva con “E’ tempo”, l’inno scritto dagli studenti di cinque scuole del Friuli Venezia Giulia, e subito dopo anche in quel faticoso e gioioso cammino ecco arrivare le note di “Bella ciao” intonata a più riprese nel nome del sentimento di umanità.
Riace dunque ha chiamato ed Assisi ha risposto in perfetta sintonia e condivisione di intenti.
Più di un dialogo a distanza, dunque, quello fra Riace ed Assisi, in una vera prosecuzione di una nella Marcia dell’altra.
In una vera mescolanza di popoli e visioni che le vicende di questo tempo hanno fatto confluire in una unica direzione
Ad esempio come quella rappresentata dalla grande ovazione tributata al sentimento dell’umanità proprio all’arrivo della Marcia verso Assisi nella tappa di Santa Maria degli Angeli.
È stato li che tanti ragazzi hanno composto quella scritta che riporta la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Una scritta che vale da monito a tutti:
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

 

 

 

nelle foto, una dalla manifestazione di sabato a Riace e l’altra dalla Marcia per la Pace, domenica ad Assisi