UN MILIONE

DI NEDO BRONZI

 

 

 

La luce intermittente della riserva dello scooter, era accesa da diversi chilometri. Avevo girato tutti i bancomat della città. “FUORI SERVIZIO”. In tutte le banche, gli schermi grigi e ciechi delle macchine rimandavano, ormai da diversi giorni, la stessa scritta.
La gente per strada, vagava come smarrita. In molti negozi i cartelli di merce esaurita campeggiavano sopra saracinesche chiuse. La cosa che più angosciava erano i mezzi dell’esercito che giravano lenti e scioglievano ogni tentavo di raggruppamento delle persone. Si circolava con paura.
Mi fermai un attimo per controllare se il cellulare avesse ripreso a funzionare. Erano due giorni che non sentivo Giulia, da quando le reti internet e telefoniche erano come morte.
Fu allora che vidi quell’assembramento davanti al bar vicino. La gente correva e si accalcava. Mi avvicinai anche io e a stento riuscì a capire. Tutti guardavano più in alto verso la televisione. “Alza” gridarono alcuni. Il barista prese il telecomando e lo puntó verso la schermo ed anche io, molto più indietro, dal marciapiede potei sentire. Erano i tre leader del governo, il premier e i due vice. Uno dei due parlava:”…saranno immediatamente disponibili da ora le nuove banconote, entro le ore 12, la Banca Centrale Nazionale darà autorizzazione a tutti gli istituti di credito di riattivare i bancomat, saranno disponibili i beni di prima necessità e saranno autorizzate a riaprire le pompe dei carburanti, con orgoglio possiamo affermare che ce l’abbiamo fatta, ora siamo un paese libero e autonomo…”. La trasmissione finì lì, sulle strette di mano e sui sorrisi dei politici. Mi girai angosciato, ci guardammo tutti, qualcuno voleva dire qualcosa ma dall’altoparlante di un mezzo corazzato dell’esercito fu gridato di sciogliere l’assembramento. Salii sullo scooter e partii. Guidai piano, senza una meta fini a quando vidi la fila. C’erano diverse persone tutte davanti ad un bancomat. “Allora era vero, hanno ripreso a funzionare” pensai. Mi fermai e mi misi in fila anche io. Dopo una mezz’ora, toccó a me. Infilai la mia tessera e vidi finalmente il menù sullo schermo. Era un po’ diverso da quello che conoscevo, soprattutto per la grande scritta in rosso. IMPORTO MASSIMO PRELEVABILE 50 MILIONI DI NUOVA MONETA. Non capii bene, pensai ad un errore ma prosegui. Digitai il mio codice segreto e vidi i tagli da prendere. Cinquantamila, Centomila, cinquecentomila e poi i milioni.
Avevo come una vertigine quando titubante pigiai il tasto: un milione, senza comprendere bene cosa facessi. Ci fu un piccolo sommesso ronzio, uno sportellino si aprì e mi porse una banconota. Rimasi lì fermo a guardarla. Un milione. “Avanti” gridó una voce spazientita dietro di me. Sussultai spostandomi subito. Mi misi il denaro in tasca e salii sullo scooter. La luce della riserva mi fece ricordare che dovevo fare benzina. Vidi lì vicino l’insegna di una benzinaio. Anche lì c’era fila. Toccó a me. “Tre litri” dissi al benzinaio un po’ infastidito per la pochezza della richiesta. Terminò brevissimamente il suo compito. “Quant’è?” Domandai. “Un milione” mi rispose secco e impaziente mi porse la mano.

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