GRUPPI WHATSAPP. “LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE”

DI MIRIAM TERZANOTA

“Sei stato aggiunto al gruppo…”

Dopo “il tuo credito è quasi esaurito”, “hai finito i gb a tua disposizione”, “ti devo parlare”, “non sei tu, sono io”, “ti lascio perché ti amo troppo”… è il messaggio che nessuno di noi vorrebbe ricevere ma che almeno una volta nella vita ha visto lampeggiare sul proprio telefonino che, in quel preciso istante, non ha vibrato ma ha TREMATO, con voi.

Si tratta della più grande invasione, senza soluzione di continuità, nella vita privata, paragonabile solo all’invasione della Kamcatka, con quattro carri armati a Risiko.

Gli oggetti sono i più disparati ma sono tutti accomunati dal bisogno di comunicare… che non si ha nulla da dire.
Entrando in quel gruppo, si attiverà il servizio di rotture di coglioni 24 ore su 24, compresi i festivi durante i quali l’attività sarà intensificata da auguri di ogni genere, colorati e illuminati come un casinò di Las Vegas.

Il mondo whatsapp non è uguale per tutti. Va diviso in base al sesso e in fasce d’età.
Quello femminile spazia dai consigli sulla dieta alle ricette di cucina (perché la dieta va fatta a stomaco pieno); dal gruppo pannolini a quello pannoloni; da “ogni donna merita rispetto” a “ma quanto è zoccola la compagna del mio ex”…
Quello maschile non spazia, gira intorno o meglio corre dietro al pallone e alla figa.

Per quanto riguarda le donne, durante il passaggio dalla fase under 30 a quella over 50 si assisterà a un pullulare di “buongiornissimo caffè” anche a mezzanotte; cani, gatti, suocera e animali di ogni genere; battute risalenti alla collezione prima guerra punica; fake news che Lercio a confronto sembra un trattato di scienza; cuori (che non capisci se è la chat con la D’Urso o con Toninelli); catene, che ti minacciano di non interromperle (con lo stesso tono perentorio con il quale ti rivolgi al tuo uomo perché ha sbagliato l’ammorbidente da comprare o perché ha preso gli assorbenti senza ali) altrimenti ti cadranno le tette; e continui inviti a “fallo girare” che saranno puntualmente cestinati mentre a girare sarà tutto il resto.

Per quanto riguarda gli uomini, arrivati alla fase over 50, si aggiungerà un terzo elemento di discussione a quelli già elencati: la prostata.

Tra i gruppi più gettonati, da annoverare tra le piaghe sociali, d’Egitto, mondiali, universali, vi rientrano:
il gruppo mamme: questa chat fa suonare il tuo smartphone con una frequenza centuplicata rispetto alla campanella della scuola e non puoi godere nemmeno dell’intervallo. Ti fa pentire di non aver inscenato un mal di testa quel giorno fertile di tanti anni fa. Mamme che combattono, con la stessa tenacia della Camusso, a suon di messaggi i diritti dei pidocchi ad alloggiare tra i banchi di scuola; che dissertano, con la stessa autorevolezza di Burioni, di vaccini, bacini, pasticcini…
Il gruppo partitella/fantacalcio “la coppa delle poppe”: che dopo due calci a un pallone, quando entri, non sai se sei stato catapultato nell’officina del meccanico sotto casa o sei finito nel dépliant delle bellezze di Ibiza e Formentera.
Il gruppo regalo: chiedono più soldi di una raccolta fondi per la ricerca del calzino perso in lavatrice. C’è sempre qualcuno che fa il compleanno, si laurea, si sposa, fa un figlio…solo tu sembri non far niente e, come se non bastasse, non hai nemmeno un onomastico da festeggiare perché ti chiami Chanel o Nathan. Spesso, questo gruppo che conta tra gli admin “il boss delle cerimonie”, si fa prendere la mano e crea la chat “festa a sorpresa”, in cui l’unico stupore sarà generato dalla scoperta che tra i partecipanti c’è anche il festeggiato.
Il gruppo lavoro: per i più fortunati si tratterà di un gruppo fantasma, nel quale nessuno parla, nessuno si muove, nessuno respira… salvo qualche sortita del simpaticone di turno che genera lo stesso effetto che qualsiasi cosa non commestibile provoca a Valeria Marini davanti al buffet; per tutti gli altri sarà un’eterna lotta tra “pensa allo stipendio” e “adesso mi licenzio”.
Arriviamo al gruppo che nasce con lo stesso entusiasmo dell’organizzazione di un festino ad Arcore nei tempi d’oro e, man mano passa il tempo, si ritrova con pochi partecipanti come Renzi alla Leopolda: il gruppo rimpatriata di classe. “Sono secoli che non ci si vede. Continuiamo così!”

Se pensi che questo bombardamento di messaggi da leggere sia fastidioso quanto il prezzemolo tra i denti o il brufolo al primo appuntamento, è perché non ti sei ancora imbattuto nell’insorgenza delle emorroidi, alias: le note vocali (chiamarle dolenti, sarebbe stato più appropriato).
Un messaggio vocale tira l’altro. Diventa una gara a chi l’ha inviato più lungo.
Ti mandano un vocale di dieci minuti soltanto per dirti quanto sono infelici (parafrasando Tommaso Paradiso) perché la felicità dura un attimo e dieci minuti sono troppi, al terzo, soprattutto la donna, ha già cambiato umore venti volte.

E allora che fare? Come sopravvivere senza creare incidenti diplomatici paragonabili ai rapporti tra Palestina e Gerusalemme?
Silenzi il gruppo! (Una delle più grandi invenzioni dopo: la ruota, il telefono, l’aria condizionata e il panino con il salame).
Certo! Una volta preso il coraggio a due mani e riaperta la chat vi ritroverete 2576 messaggi fatti di: gif, emoji, meme, ahahaha, ihihihih… da non capire se è lo zoo o un discorso della Taverna. Questi messaggi saranno quintuplicati se il gruppo potrà fregiarsi, di avere tra i suoi partecipanti il “sillabatore”, quello che non capisci se utilizza un messaggio per una singola parola perché affetto da balbuzie messaggistica o perché ha subito qualche trauma alle elementari con la divisione in sillabe e non si è più ripreso.

Vi rimane una sola possibilità se volete mettere in salvo la vostra sanità mentale e riservare il vostro tempo libero a ciò che più conta: uscire silenziosamente dal gruppo come Jack Frusciante o, in casi estremi, modificare lo stato whatsapp, digitando: “sono temporaneamente morto, lasciatemi riposare in pace!”.