I PERFETTI SCONOSCIUTI NON HANNO PROBLEMI DI RICEZIONE

DI MIRIAM TERZANOTA

Un film che ha fatto salire vertiginosamente le richieste di remake e di divorzio, le quotazioni di Paolo Genovese e soprattutto le parcelle degli avvocati è stato senza dubbio: “Perfetti sconosciuti”.
Chi di noi, in quella situazione, non avrebbe desiderato: lanciare il telefono dal balcone, farselo esplodere tra le mani, affogarlo nel piatto di gnocchi, ingoiarlo insieme al tiramisù o, nella più semplice delle opzioni, sperare di aver scelto la compagnia telefonica giusta, ossia quella che non prende mai, nemmeno di fianco al più potente dei ricevitori?
La scelta della compagnia telefonica è importante perché non si riduce a una semplice valutazione di chi offre di più o di meno, al miglior prezzo, ma può cambiarti la vita, regalandoti gb, chiamate e alibi illimitati.
Vuoi un pretesto per non rispondere alla moglie che ti chiede di passare a comprare gli assorbenti? Alla suocera che ti chiede di aiutarla a portare la spesa al 17esimo piano perché si è rotto l’ascensore? Al collega che ti chiede l’ennesimo cambio di turno con la scusa del compleanno del suo unico figlio che compie gli anni più volte in 365 giorni e in concomitanza con: posticipi, anticipi, recuperi, champions e mondiali? All’amante che sembra ormai affetta da frigidità (per spirito di emulazione verso vostra moglie) ma è colta da raptus indomabili di eccitazione sessuale solo quelle volte in cui sei a pranzo dai suoceri, e ti ritrovi costretto a simulare forti coliche renali?
Passa alla compagnia telefonica che promette e non ti prende (un po’ come un uomo conosciuto on line, l’unica volta che ti sei agganciata al wi-fi).
A ogni tentativo di accusa, potrai rispondere con: “Io ho XXX, non prende!”, e sarai assolto.
Quando anche la morte o il dovere ti chiameranno, non farti trovare impreparato, scegli XXX!
Insomma (ritornando al film) di questi poveri commensali costretti a poggiare sul tavolo lo smartphone e a rispondere a ogni telefonata, messaggio o notifica di qualsiasi genere, in balia degli occhi e delle orecchie indiscrete di tutti… nessuno aveva problemi di ricezione.
E cosa ve lo dico a fare?
Le corna spuntano come i funghi, conigli, cellulite e doppie punte.
Segreti, intrecci, tradimenti, omissioni, rivelazioni, pregiudizi… nessuno ne è esente e “il più pulito ha la rogna”.
Il film offre notevoli spunti di riflessione durante questo susseguirsi di portate che scandiscono il gioco al massacro.
Accanto a noi ci sono spesso perfetti sconosciuti che chiamiamo “famiglia” o “amico”. E quando la verità, che custodiamo nei nostri smartphone, finisce nelle mani sbagliate, diventiamo tutti più “frangibili” del display del nostro telefono.
Grazie al finale alla “Sliding doors”, tutta la sala può tirare un sospiro di sollievo, alzarsi e dirigersi velocemente in bagno ad asciugarsi il sudore nonostante i cinque gradi in sala, disattivare tutte le notifiche, cancellare tutti i numeri e bloccare le chiamate in entrata, prima che il proprio partner, una volta saliti in macchina, non sia assalito dalla brillante idea di proporre lo stesso gioco (ma solo perché lui o lei ha: un doppio telefono, una doppia sim e una doppia vita che nasconde con un click).
Quelli che rimangono serenamente seduti a godersi i titoli di coda, con sguardo sornione e senza timore alcuno, li riconosci subito, sono loro! Sono: i single e i clienti della compagnia telefonica che promette e crolla al primo “ciao”, come una donna in preciclo dopo una sfuriata.
Come dice Gabriel Garcia Marquez “abbiamo tre vite: una pubblica una privata e una segreta” ma, come ci insegna Paolo Genovese, tutte e tre, se non si sta attenti, possono diventare di merda.