L’ABORTO? E’ UN OMICIDIO. PAROLA DI FRANCESCO

DI CHIARA FARIGU

Ero già mamma di due figli quando nel ’78 si dovette votare per il referendum sull’aborto. Votai a favore per alcuni motivi, ma soprattutto per due: quando è fortemente a rischio la vita della madre, e quando la gravidanza è conseguenza di un atto di violenza. Confesso che quest’ultimo finì per prevalere su tutto il dibattito attorno ai pro e contro che divideva l’opinione pubblica intorno al tema, prima e durante quel 17 maggio di 40 anni fa. Ho invece sempre stigmatizzato l’aborto come un mezzo legale per interrompere una gravidanza indesiderata o peggio ancora per ‘disfarsi’ di un figlio con una qualche disabilità. Un figlio rimane per me un dono meraviglioso, un atto d’amore irrinunciabile, la continuazione della vita, la speranza nel e del futuro. Sapevo che non vi avrei mai fatto ricorso e così è stato, ma era giusto che altre donne in difficoltà potessero usufruire di un’assistenza medica assistita, oltre che legale, per interrompere la gravidanza senza mettere a rischio la loro salute. La 194 ha sempre avuto un cammino impervio e ancora oggi non gode di buona reputazione neppure tra gli stessi medici che dovrebbero applicare la legge. E la politica periodicamente ha un rigurgito nauseabondo verso quella norma che vorrebbe abrogare, il caso di Verona è di pochi giorni fa. 

Ieri a puntare il dito contro l’aborto è Papa Francesco durante l’udienza generale incentrata sul quinto comandamento, non uccidere. “Non disprezzate la vita”, ha detto il Pontefice, “Fare fuori un essere umano è come affittare un sicario per risolvere un problema. Parole dure, scandite con piglio severo, come quelle pronunciate tempo addietro quando accostò l’interruzione di gravidanza a quello che fa la mafia, o peggio ancora quando paragonò l’aborto selettivo al “nazismo in guanti bianchi”. Qual era e qual è la differenza ieri come oggi con chi dispensa morte per risolvere un problema indesiderato? “Non disprezzate la vita” ha ribadito Francesco, “non uccidete”.
Un tema etico, l’aborto, che divide ancora. Oggi come ieri. Che non mi sento di accusare né tanto meno condannare. Perché comunque la si pensi, è una scelta sofferta, dolorosa, dilaniante. Per qualunque donna vi faccia ricorso. Perch più sarà come prima