OGGI A ROMA SONO CADUTE MOLTE IPOCRISIE

DI ALBERTO EVANGELISTI

Oggi a Roma si sono incrociati destini e storie particolari.

Nel processo contro i Casamonica il Comune e le associazioni anti criminalità sono state ammesse parte civile.
Quel processo conseguenza del raid nel bar del maggio scorso, è emerso grazie ad una disabile che si è ribellata sul posto ed ha subito l’aggressione e grazie ai proprietari, rumeni, che hanno denunciato i membri del clan.
Oggi a Roma sono stati effettuati sequestri per milioni di euro a danno della famiglia Spada, padrona ad Ostia. Questi sequestri sono avvenuti anche grazie ai giornalisti che hanno fatto inchieste e hanno subito aggressioni e minacce di morte.
Oggi a Roma, è finalmente venuta fuori la verità su Cucchi. Non è morto per una caduta, non è morto per un attacco eplilettico. E’ morto perchè è stato “buttato a terra violentemente e, una volta giu, preso a calci e pugni”. mentre tutto ciò accadeva era sotto la custodia dello Stato.
Oggi a Roma il mondo va contro la narrativa comune: una disabile, due rumeni, dei giornalisti protagonisti di quel po’ di buono che accade. Uomini dello Stato protagonisti del male.
Oggi i giornalisti sono ripagati dall’annuncio dell’azzeramento dei tagli all’editoria, la disabile avrà probabilmenti tagli alle spese sanitarie e la coppia rumena vive in un paese sempre piu diffidente verso gli stanieri.
Oggi l’Arma dei Carabinieri merita il nostro affetto, la nostra stima e la nostra solidarietà, perché è la seconda vittima della vicenda Cucchi, per via di quelli che hanno picchiato e per quelli che coperto, perché oltre che Stefano, oltre che la sua famiglia, quelle persone hanno fatto del male ad ogni uomo con una divisa in dosso.
La differenza fra questi comportamenti sta nella consapevolezza di ciò che sia giusto e sbagliato e nel coraggio di comportarsi di conseguenza. Coraggio da disabile nell’affrontare due bulli criminali, coraggio da proprietari di un bar, pergiunta stranieri, nel denunciare la criminalità organizzata; coraggio dei giornalisti nello scrivere contro la stessa criminalità. Coraggio alla fine anche nel denunciare colleghi ed opporsi all’inerzia dell’omertà.
La via per la redenzione di questo Paese, il superiamento dei problemi, anche economici, credo non possa che passare da qua. Meno rabbia, più coraggio, più cultura