SEQUESTRATI DUE PESCHERECCI ITALIANI DALLA MARINA LIBICA. IL SINDACO DI MAZARA: “CI HANNO SPARATO”

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Alcune motovedette, battenti bandiera Libica, hanno sequestrato due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo a 29 miglia dalla costa libica di Derna. La notizia è stata divulgata dal sindaco Nicola Cristaldi. I pescherecci sequestrati sarebbero “Afrodite Pesca” con 6 uomini a bordo e “Matteo Marrarino”, con sette uomini. Il primo di 140 tonnellate di stazza lorda è comandato dal capitano Vincenzo Pellegrino è di proprietà della società dei fratelli Pellegrino, mentre, il secondo è di proprietà della Mcv Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro, capitanata da Alberto Figuccia. Stando a quanto dichiarato dal sindaco di Mazara, la vedetta libica avrebbe cominciato a sparare all’improvviso, causando seri danni alla cabina e agli equipaggiamenti del motopesca Afrodite. Fortunatamente non si registrano feriti e gli equipaggi non risultano agli arresti. I due pescherecci sono forzatamente arrivati di notte al porto Ras Al Hilal. Le parole del sindaco, sono aspre e precise: “una motovedetta libica ha sparato contro i natanti della nostra città. Non ci sono stati morti nè feriti per miracolo. E’ stata distrutta la cabina di uno dei due pescherecci, sono stati danneggiati gran parte degli apparati tecnologici e dello scafo. Il sequestro è avvenuto in acque che illegittimamente ed unilateralmente la Libia considera proprie. Non possiamo accettare comportamenti di violenza da parte di Paesi rivieraschi che minacciano di intaccare la vocazione della cultura dell’accoglienza e del rispetto della nostra città. Sono certo che le Autorità diplomatiche italiane interverranno con urgenza. L’episodio è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli passati nelle carceri libiche, sia perché i nostri natanti illecitamente sequestrati dalla Libia non hanno fatto più ritorno a Mazara e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Damiela L. sequestrato sei anni fa”. La popolazione italiana attende che la questione venga velocemente risolta e che non abbia tristi epiloghi.