ADDIO A BARBARA MASTROIANNI, LA PRIMA FIGLIA DI MARCELLO

DI MICHELE ANSELMI

A Barbara Mastroianni, figlia di primo letto di Marcello, morta giovedì 11 ottobre a 66 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al polmone, piaceva raccontare questa storiella sul celebre genitore, al quale tanto assomigliava nello sguardo, pure nei tratti armoniosi del viso. Ascoltatela. «Stava girando un film a Firenze, durante un pausa si avvicina un giovanotto e gli fa: “Signor Gassman, potrei avere un suo autografo?”. Papà lo guardò sorridendo, scrisse sul foglietto di carta “Con simpatia, Vittorio Gassman” e salutò caldamente. Quando gli chiedemmo perché l’avesse fatto, papà rispose: “Non volevo dargli una delusione”. Va bene così».

In effetti dentro l’episodio c’è tutto Mastroianni: il suo essere sornione, disincantato, anche generoso, lesto a non prendersi troppo sul serio. Un po’ anche Barbara era così. Benché fosse conosciuta solo nell’ambiente del cinema, la prima figlia di Mastroianni, nata nel 1951 dal matrimonio dell’attore con Flora Carabella, sapeva disciplinare la parola al sorriso, basterebbe vederla su YouTube, ospite nel 2014 del Vittorio Veneto Film Festival, dove parla, senza retorica, anche con il giusto distacco, dell’illustre padre scomparso, ma soprattutto del nipote aspirante attore che nulla sa del cinema italiano.

A differenza della sorella Chiara, nata dall’unione del padre con Catherine Deneuve, Barbara non aveva scelto di fare l’attrice. Si era costruita un percorso di vita e di lavoro autonomi, partendo dalla passione di famiglia per lo spettacolo, ma sposando il suo gusto per i costumi e le scenografie. Dapprima collabora con Gabriella Pescucci sul di “Per le antiche scale” di Mauro Bolognini; poi, grazie al rapporto speciale che instaura con Vera Marzot e in seguito con Umberto Tirelli, arrivano le collaborazioni più “pesanti” e impegnative, divise tra cinema e teatro: Giuseppe Patroni Griffi, Luca Ronconi, Elio Petri, Federico Fellini, Ettore Scola.

Con gli anni, però, il rapporto con il cinema e il teatro s’era un po’ sfilacciato, poco le interessava lavorare sui set o sui palcoscenici, le piaceva «fare le cose con le mani», sicché aveva trovato nel legno una materia ideale da lavorare per la creazione di mobili di taglio e design originali, delle vere opere d’arte, anche presentati in qualche mostra.

La voce sommessa, i capelli corti a caschetto, l’eleganza naturale, uno sguardo malinconico, davvero simile a quello del padre in certi film dell’ultimo periodo, Barbara Mastroianni sfoderava un’ironia gentile, anche una grazia particolare, nelle sue rare apparizioni pubbliche. Era di natura schiva, poco propensa ad apparire, ma quando c’era da parlare del famoso papà, che una volta aveva definito «un cialtrone, ma buono», lo faceva senza tirarsi indietro. Non vedendo, però, l’ora di tornare ai suoi legni da tagliare, modellare e intarsiare.

Michele Anselmi per Siae.it