BOLLETTINO DEL MARE

DI LUCA SOLDI

 

 

Tutto “regolare” nel mare Mediterraneo, come da un po’ di tempo a questa parte.
Ci sono 4 persone morte e altre 30 disperse nel naufragio di un barcone di migranti nel nostro mare Mediterraneo.
Questa volta precisamente nell’Egeo, al largo della costa turca di Karaburun, nella provincia di Smirne. Il barcone carico di migranti era quasi sicuramente diretto verso l’isola greca di Lesbo. In quelle acque sarebbero arrivate alcune unità di soccorso di Ankara.
Sembra che per il momento abbiano tratto in salvo solo una persona.
Il ripetersi di queste tragedie ha portato a più di 1.500 il numero rifugiati e migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi sette mesi del 2018.
Numero decisamente sottostimato per alcuni istituti che si occupano di studiare il fenomeno. Questa drammatica soglia è stata confermata dopo che oltre 850 persone sono morte solo nei mesi di giugno e luglio, facendo del Mediterraneo la rotta marittima più più tragica al mondo.

La stessa Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è particolarmente preoccupata per l’aumento del tasso di mortalità malgrado una riduzione significativa del numero di arrivi sulle coste europee rispetto agli anni passati. Circa 60.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo quest’anno, la metà rispetto allo stesso periodo nel 2017, segnando un ritorno ai livelli pre-2014. Tuttavia, ogni 31 persone che hanno tentato la traversata nei mesi di giugno e luglio, una risulta morta o dispersa, rispetto a 1 su 49 nel corso del 2017.
Ben più devastanti i numeri emersi da un altro studio diffuso ai primi di ottobre.
Secondo una ricerca di Matteo Villa, dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) il tasso di mortalità lungo la rotta del Mediterraneo centrale non è mai stato così alto: nel settembre del 2018 il 20 per cento di chi è partito dalla Libia risulta morto o disperso.
Solo il 10 per cento dei migranti partiti dalla Libia nell’ultimo mese è riuscito ad arrivare in Europa sano e salvo, mentre il 70 per cento di loro è stato intercettato dalle motovedette libiche e riportato indietro.
Con buona pace di quanti si sono impegnati in quello che pare solo un genocidio di persone e valori

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