IL 12 OTTOBRE MANIFESTAZIONE IN TUTTA ITALIA. STUDENTI VS GOVERNO

DI MARINA POMANTE

 

Il futuro della scuola diventerà un “Truman show” collettivo?
Se il futuro delle scuole italiane a torto o a ragione sarà contraddistinto dal continuo monitoraggio delle telecamere di sorveglianza che “terranno nota” di tutto ciò che avviene nelle aule, oltre ad un’evidente rinuncia volontaria della privacy, ci si dovrà abituare ad una condizione di sorvegliati speciali alla stregua di quelle forme totalitariste dove tutto è vietato se non espressamente consentito.
Certo è che l’esasperazione del fenomeno bullismo induce i “benpensanti”, le associazioni dei genitori, gli assistenti sociali nonchè i sociologi ecc,
a porre rimedio anche in maniera forzosa al dilagare del fenomeno.
L’apertura dell’anno scolastico per milioni di studenti delle superiori è avvenuta in un clima repressivo ed in perfetta continuità sulla scia degli anni passati.
Tanto è vero che in centinaia di scuole fin dalle prime ore di lezione sono avvenuti blitz della polizia. In rispetto allo slogan “Scuole Sicure” promosso dalla politica securitaria del ministro Salvini, vedremo l’ambiente scolastico privato della sua liberalità, proiettato in un clima al limite del totalitario. Tutto questo svilisce la natura della scuola stessa, che dovrebbe favorire il dialogo e l’approccio tra studenti ed educatori, inibendo così la socialità del ragazzo. La soluzione del Governo per ovviare alle carenze della scuola è l’adozione di telecamere e il ricorso ai controlli di polizia, sfruttando a scopo propagandistico questi provvedimenti che in taluni casi appaiono addirittura macroscopici di fronte alla “consistenza del problema.
Una soluzione di continuità con la riforma della “Buona Scuola” ha preteso presidi elevati alla figura di manager con poteri di gestione totali per la vita scolastica e che oggi sta mostrando il suo lato più inquietante.
Un riforma figlia del Governo Renzi e avversata da quasi tutto il mondo scolastico.
Il Governo attuale è più preoccupato a diffondere slogan e propaganda razzista sull’immigrazione divenendo il primo promotore della guerra tra poveri, non adoperandosi nella ricerca delle soluzioni per il benessere nella scuola.
Le scuole popolari lasciate nel degrado e ogni giorno nuove problematiche infoltiscono l’emergenza edilizia scolastica, mettendo così in pericolo milioni di studenti obbligati a studiare in edifici carenti, nelle strutture e nei materiali strettamente necessari. Famiglie che continuano ad essere gravate dai costi esagerati dei libri di testo e dei trasporti. L’introduzione degli stage in maniera sempre più considerevole, offre alle aziende una continua presenza di studenti non pagati, i quali in molti casi assolvono al ruolo dei lavoratori con mansioni di base. Un’opportunità per tagliare i costi di quella che sarà la formazione aziendale, ma a scapito dell’educazione complessiva degli studenti.
Casi emblematici si sono verificati negli ultimi mesi, che hanno visto vittime di incidenti sul lavoro, ragazzi impegnati in tali progetti e probabilmente privi di tutele effettive o esposti a rischi non perfettamente valutati.

Malgrado questi problemi, il ministro dell’Istruzione, Bussetti (Lega) ha manifestato chiara l’intenzione di continuare ad incanalarsi nell’angusto tunnel della Buona Scuola di Renzi e delle riforme precedenti.  Le ore sono state dimezzate (decreto milleproroghe/def) e  i ‘risparmi ‘ come detto dallo stesso Bussetti,  di circa 70 milioni verranno utilizzati per altre misure della manovra e non per  l’alternanza degli studi tecnici e professionali.  La protesta verte sul fatto che non siano state eliminate del tutto.

Questa decisione di continuità impone una presa d’atto degli studenti ed una conseguente reazione. Perchè il tanto annunciato “Cambiamento” del Governo gialloverde, è un cambiamento in peggio.

Questa alchimia di scuola impedisce un futuro dignitoso e inibisce la valorizzazione dell’individuo. Cercare di dividere culturalmente solo per la diversità di razza o religione ingenera l’implosione di una civiltà diversa e multirazziale. In più assegna ad ognuno un ruolo predefinito, allontanando qualsiasi velleità o genialità individuale.

Dagli anni ’80 si favorisce un modello dell’Istruzione in ragione dei profitti delle multinazionali e l’attuale esecutivo di Governo non sembra intenzionato a compiere un’inversione di tendenza.
C’è la necessità di un nuovo risveglio delle coscienze e i giovani devono esserne il motore poichè è solo uno il nemico da sconfiggere: il sistema e i suoi lacchè, che nel nome del “divide et impera” ci vogliono sottomessi. Gli studenti di qualsiasi etnia devono attingere a nuova linfa reciprocamente, per sviluppare la percezione diretta di un mondo altrimenti raccontato (troppo spesso in maniera distorta) dai media. Il confronto e l’incrocio di culture diverse favorisce l’elevazione, non solo concettuale, ma anche materiale di realtà distanti da noi.
Emilio Salgari ci insegnò suo malgrado la possibilità di raccontare di luoghi e culture diverse senza averne tuttavia operata la frequentazione, Oggi tale algoritmo risulta chiaramente insufficente. Immaginare qualcosa che non si conosce ha valore diverso rispetto all’approccio diretto.

Il rilancio di una mobilitazione in tutte le città d’italia per sbugiardare questo Governo ed ottenere una scuola diversa.
Contro le politiche dell’Unione europea che vogliono una scuola di classe con la complicità di tutti i Governi, indipendentemente dal colore politico. Oggi 12 ottobre si fa appello a tutti gli studenti che sentono il bisogno di tutelare il loro futuro, già incerto. La necessità di combattere contro finanziamenti alle scuole private e lo sfruttamento in alternanza, chiedendo una giusta paga per le ore lavorate e reali tutele agli studenti. Pretendiamo di avere strutture adeguate ed attrezzate, al passo coi tempi.
Perchè la democrazia parte anche dalla libertà di concedere a chiunque l’accesso all’istruzione senza dover per questo sostenere costi di migliaia di euro all’anno. I giovani sono il futuro della nostra società ed è fondamentale la loro preparazione per contrastare possibili Governi tiranni.

 

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