LA SETTIMANA POLITICA TRA FONDO MONETARIO CHE ATTACCA E SALVINI E DI MAIO REPLICANO DURAMENTE

DI ALESSANDRO GILIOLI

Highlights di oggi, che così posso buttare la mazzetta nel cestone di vimini:

1. Il Fondo monetario fa sapere che la legge Fornero va lasciata così com’è. Il Fondo monetario, sì. Un assist così perfetto a Salvini e Di Maio, neanche Perisic per Icardi, domenica sera a Ferrara.

2. Ogni giorno qualcuno della Troika o della finanza o della Ue si alza e dice una cazzata. Ogni giorno Salvini o Di Maio rispondono con un’altra cazzata. Noi dobbiamo correre più forte degli uni e degli altri, madò che stanchezza.

3. Tria ha detto che quota 100 per le pensioni vale solo fino al 2020, poi si vedrà, magari si torna alla Fornero. La Lega se n’è incazzata, Tria non ha rettificato. Il bello di questo governo è che ognuno va un po’ per i fatti suoi. In ogni caso, chi avrà la fortuna di prendersi «la finestra» (così l’ha chiamata Tria) se la prenda e saluti tutti, che poi chissà.

4. A proposito di ministri, Moavero ha detto che la Libia non è un porto sicuro quindi non si possono rimpatriare lì i migranti, come vuole fare Salvini (e come voleva pure Minniti). Moavero ce lo vedo poco come estremista dei centri sociali, ma presto gli daranno anche a lui del comunista, è matematico.

5. Paginate su Toninelli, il mister Bean del M5S. Ex ufficiale dei carabinieri, ex liquidatore di sinistri, Toninelli produce idiozie in quantità tale che ora Di Maio l’ha commissariato, dicono i giornali. Io sono contrario, a questo commissariamento, perché uno così divertente in giro non lo si trova facilmente – nemmeno nel Pd, oh.

6. Per Salvini, «Di Maio è il miglior grillino possibile». Sono d’accordo anch’io: per la Lega e la destra, Di Maio è decisamente il miglior grillino possibile. Gli elettori del M5S di sinistra (ci sono, ci sono) si facciano una domanda e si diano una risposta.

7. Io Landini l’ho conosciuto per un paio di interviste e poi a una cena. Beh: è uomo di pragmatismo estremo, solido, concreto, lontanissimo dalla caricatura ideologica che gli hanno cucito addosso. Sono contento se diventa segretario del maggior sindacato italiano, come pare. Anche se un po’ mi dispiace, perché se si candidasse in politica squadernerebbe questo grande imbroglio del popolo a destra e dell’élite a sinistra.

8. Nei primi otto mesi dell’anno le morti sul lavoro sono state 713, tre al giorno. Il continuo aumento ha diverse cause: non si fa la formazione dei precari perché tanto sono precari (che quindi sbagliano e si ammazzano), le fabbriche e i cantieri sono pieni di lavoratori anziani per via della Fornero, i macchinari sono vecchi e non vengono cambiati, le aziende investono meno in sicurezza, lo Stato non controlla più un tubo etc etc. Ma il tema è giornalisticamente poco sexy quindi c’è molto più spazio alle cazzate di Toninelli.

9. Camillo Langone sul Foglio implora: «Si ricominci a parlare di Gesù coi megafoni!» e viene inevitabile pensare che a New York, in effetti, lo fanno da decenni. Non vedo l’ora di vedere Langone a Times Square col megafono a urlare “Jesus is back” mentre i turisti si gonfiano di M&M’s.

10. E qui si chiude sempre con una nota alta, i giornali fasciotrash, cioè l’egemonia culturale di questo Paese: «Salvini imperatore dell’Italia unita», «Tria è uno spaventapasseri»; «In classe lavaggio del cervello pro migranti»; «Internet è il covo dei nostalgici delle Br»; «Dossier choc: l’Isis è alle porte di Roma» (non dice se dentro o fuori il raccordo); «Compri da Amazon ma intasca l’Islam»; «Meghan ammanetta Harry»; «In quanto a sesso gli animali sono veri maiali»; «Becchi vede 8 e mezzo e massacra la Gruber»; «Federica Panicucci da brivido»; «Mia figlia non la dà via subito perché…: Giulia Salemi, frase-choc di sua madre».”

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