TRAVAGLIO, TOGLI PURE IL FILO

DI VANNI CAPOCCIA

Leggere che ad “Otto e mezzo” Travaglio ha detto “io non sono affatto filogovernativo” mi ha fatto tornare con la mente a tanti anni fa al Caffè Turreno di Perugia. Il bar dei comunisti, lì eravamo tutti filo qualcosa: filocinesi, filocubani, filoleninisti, filotrotskisti, filo Rosa Luxemburg, filo Berlinguer, filoIngrao.

C’erano pure iscritti al Pci che erano stati ed erano stalinisti, per loro dalla fine della guerra non era cambiato nulla. Il più fervente, a chiacchiere, era Mondo. Entusiasta dell’invasione cecoslovacca, dei carrarmati sovietici, della Russia dove nessuno buttava le cicche in terra e la mattina non vedevi un ragazzo in giro perché era o a studiare o al lavoro, dell’Armata Rossa con i cannoni grandi come il rosone del Duomo eccetera.

Ogni tanto qualcuno di noi per tirarlo a dire gli diceva “Mondo, ma tu sei filosovietico?” E lui “togli pure il filo”.

Ecco, Travaglio si risente per il filogovernativo perché c’è un filo di troppo.