ACQUISTO F 35. TOP GUN, TOP LIARS

DI LUCA SOLDI

Altro che Top Gun qui ci troviamo di fronte a ben altre figure a dei veri grandi bugiardi, o meglio, come si dice in inglese dei veri Top Liars.

Prova a smentire il ministro Trenta ma il progetto degli F35 sembra procedere senza sosta.
Si, proprio i costosissimi aerei da caccia strumento di lavoro per i prossimi Top Gun nazionali che voleranno a difesa nei cieli del Paese.
Ormai malgrado deboli tentativi di mimetizzare la verità, l’acquisto dei caccia prodotti dalla Lockheed pare confermato. Non solo, tutto si inserirà un nuovo quadro nel quale la ministra Elisabetta Trenta prevede che entro il 2024 l’Italia spenderà per la Difesa il 2 per cento del pil, cioè quasi 40 miliardi all’anno, più di 100 milioni al giorno (oggi sono 64).
Un vero capovolgimento di programma rispetto alla visione “pacifista” del programma elettorale condiviso della parte più consistente del proprio elettorato.
Niente di nuovo neppure sul fronte della trasparenza nelle spese militari, da sempre occultate sotto altre voci compresa la cooperazione. Anche questa una vecchia, antica, battaglia molto frequente nel blog di Grillo adesso pare dimenticata.

Pesa dunque, enormemente la scelta di proseguire nella scellerata strada dell’acquisto dei costosissimi aerei che fino ad adesso hanno collezionato, dove sono operativi, una serie infinita di revisioni e richiami causati dal complesso funzionamento che finora hanno permesso ben poche ore di volo

Tornando ai costi per il nostro Paese si tratta di un impegno onerosissimo,  di un costo complessivo dei 90 F35 in ordine.

Si parla di  15 – 20 di miliardi di euro ai quali occorre aggiungere almeno altri 35 miliardi di euro di costi operativi e di supporto logistico per i prossimi 30 anni.

Ben oltre 50 miliardi di euro: una cifra da poterci sostenere due finanziarie complete senza fare una virgola di deficit. Si comprende bene come numeri del genere non possano non far agitare le potentissime lobby che sempre hanno agito sui governi precedenti come se il colore della casacca fosse niente

Non devono dunque stupire le pressioni sulla compagine attuale dove solo la componente grillina esprime, ed oggi possiamo dire tranquillamente esprimeva,  una posizione contraria a quelle disastrose macchine da guerra che sono gli F35.

A tale riguardo torna alla mente una frase di Di Battista che il 2 gennaio 2015, ricordando crudamente chi moriva di freddo, ed allo stesso tempo sottolineava che c’era un governo che sperperava soldi in armamenti costosissimi e per di più inefficienti.

Niente di tutto questo, tutto dimenticato adesso che il Movimento 5 Stelle con suo ministro della Difesa, Elisabetta Trenta ha invertito le convinzioni: “non compreremo nuovi caccia’ ma  ‘stiamo portando avanti una attenta valutazione che tenga esclusivamente conto dell’interesse nazionale’.

Parole già sentite dire  dai predecessori, nel passato recente e meno ma che in bocca alla Trenta fanno un certo effetto.

La ministra sostiene che la sua è una linea di cautela: “perché ‘stiamo analizzando tutte le implicazioni del tagliare il programma perché ci sarebbero delle forti penali”.  Penali inesistenti per molti anche secondo la Corte dei Conti che di questi argomenti dovrebbe essere la più ferrata istituzione in campo.