ITALIA 2018: IL CASSIERE E’ NERO, NON LO VOGLIO

DI CHIARA FARIGU

Non è una fake ma un riprovevole atto di intolleranza, o peggio di razzismo (noi razzisti, ma quando mai?) denunciato da La Prealpina, una testata giornalistica di Varese, città nella quale si sono svolti i fatti. La notizia, com’era prevedibile, da locale è divenuta nazionale poiché è rimbalzata su tutti i media. Protagonista del “non voglio essere servita da un negro ma da un italiano” è una ‘signora’ di circa 40 anni che, dopo aver riempito il carrello della spesa in un noto market della città, arrivata alla cassa, è andata su tutte le furie alla vista dell’unico cassiere disponibile per giunta di colore. Lasciata la merce sul nastro trasportatore è tornata fra le corsie lanciando insulti contro il giovane, reo di aver la pelle più scura della sua, bianca e bionda ‘signora’. Inutilmente, insieme ad una collega, accorsa in seguito alle grida, ha cercato di calmare la donna che, ormai sopraffatta da una rabbia incontenibile ha cominciato a lanciare alla rinfusa lattine di birra prese dagli scaffali, danneggiando persino una cassa. Solo dietro la minaccia “adesso chiamiamo i carabinieri”, la donna ha guadagnato l’uscita, lasciando basiti gli altri clienti del supermercato. I dirigenti del locale hanno sporto denuncia e consegnato le registrazioni delle telecamere affinché la giustizia faccia il suo corso.
Lui, Emanuel, questo il suo nome, 28 anni, minimizza. Preferisce attribuire quel fattaccio a qualche problema personale della donna, lui si trova bene a Varese, non è mai è stato oggetto di episodi di intolleranza per il suo colore scuro. E’ alla cassa da qualche giorno ma in servizio da oltre 10 nei diversi punti vendita di questa e altre ditte, è un gran lavoratore, serio e affidabile, dicono di lui i colleghi: “quegli insulti sul colore della pelle sono un’offesa per tutti. Qui si lavora e ci si impegna, altro che colore della pelle”.È una situazione molto spiacevole, ribadisce il giovane, ma che posso valutare e circoscrivere come “particolare”, direi unica, e che proprio per questo non diminuisce la mia fiducia nel paese che mi ospita”.
Già la fiducia nel Paese, il nostro. Che Emanuel vuol mantenere intatta, ma che molte persone per bene cominciano a perdere. Perché quegli insulti sul colore della pelle sono un’offesa per tutti. Per tutti coloro che credono nell’uguaglianza, nel rispetto degli esseri umani, bianchi, gialli rossi o neri, senza distinzioni di sorta

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