NORIS FIORINA: LA PRINCIPESSA CI HA LASCIATI

DI LOREDANA LIPPERINI

Si chiamava Noris Fiorina, ma tutti la chiamavano Princi. Da Principessa. Credo che il soprannome si debba a Giancarlo Cobelli, che fu tra i suoi amici più cari e con cui recitò, per esempio, in “Fermate il mondo, voglio scendere” (era un film del 1970, scritto da Cobelli con Giancarlo Badessi e Laura Betti, e con Princi c’erano la stessa Betti, Lando Buzzanca, Paola Pitagora, Barbara Steele, e tanti altri). Furono film lontani, quelli a cui prese parte: “Uccidete il vitello grasso e arrostitelo” di Salvatore Samperi, per esempio (lo scrisse Dacia Maraini), e poi la Biblioteca di Studio Uno, e poi, semplicemente, quegli anni brillanti e geniali scivolarono in altri anni, e Princi fu per diversi lustri la compagna di Nino Castelnuovo e per altri lustri fece uffici stampa, e qui infine la sua strada e la mia si sono incrociate. Poi ha lasciato Roma, si è trasferita in un piccolo paese in Liguria, e infine, giusto ieri, ha lasciato questo livello della torre. E dal momento che nessun giornale penserà di ricordare quell’attrice bionda e bella che come tante e tanti cercò e trovò allegria e arte a Roma, lo faccio io. Così ricordo qui la sua frangetta bionda, le sue migliaia di sigarette, le sue bassotte, perché ha sempre avuto due bassotte, almeno fino a che l’ho frequentata, e credo che altre bassotte prendessero il posto di quelle morivano di vecchiaia. E ricordo non semplicemente la giovinezza, ma la spensieratezza, l’aria della notte in primavera, i tacchi che si infilano nei sampietrini e una speranza nel futuro che oggi non è dato vedere. Buon viaggio, Principessa.

Ps. I funerali di Princi saranno domani alle 11 nella parrocchia di San Pietro a Riva Trigoso, per chi può e vuole esserci.