ORDINE DI SALVINI: DEPORTARE I CITTADINI STRANIERI DA RIACE. E’ LA SOLUZIONE FINALE

DI RAFFAELE VESCERA

Italia, 2018, dopo l’arresto di Mimmo Lucano il ritorno alle leggi razziali. Il Ministro degli Interni ha emesso un ordine di deportazione di tutti gli stranieri da Riace nel giro di 60 giorni, facendo ricorso a pretestuosi cavilli amministrativi, nonostante il parere della Prefettura di Reggio Calabria che certifica la buona gestione dell’accoglienza, ordina di trasferire gli immigrati, pur perfettamente integrati, in un campo di detenzione che sa di Lager, quei campi di permanenza tristemente noti dove s’ammassano come bestie migliaia di profughi in attesa di una valutazione sul diritto a un permesso di soggiorno che può aspettare anni per essere compiuta. Quei campi dove per un immigrato spendono meno di due euro al giorno per il cibo a fronte dei 40 e passa ricevuti. Che volete così è l’Italia, la pedemontana Veneta, da 3 miliardi di costo finora ne ha fottuti 13, e arriverà a costarne 24, per 95 km di strada inutile. Come una finanziaria. E lì amministra la stessa Lega che sta al governo.

Eletto ministro degli interni, Salvini dichiarava: “A Riace la pacchia è finita”, per chi i mafiosi calabresi? Macché, per un modello virtuoso di accoglienza e integrazione dei migranti apprezzato nel mondo, un sistema di inserimento abitativo e lavorativo degli stranieri che ha fatto rinascere un paese spopolato, uno dei tanti, e non solo al Sud, destinato a scomparire nel giro di pochi anni. Un modello che ha fatto inserire il suo creatore Mimmo Lucano, sindaco del paese, tra i 50 leader del futuro più influenti al mondo nella classifica Forbes.

Ma tutto ciò faceva rodere le interiora a chi ha fatto della xenofobia uno strumento per fomentare paure e scaricare le colpe di questo scellerato Stivale su dei poveracci, anziché su una classe dirigente, la più corrotta d’Europa, che fa affaracci tangentisti al Nord, e sulle mafie da questa usate quale mezzo violento per fare altri affaracci illegali a danno del Sud. Così, la Lega Nord raccatta voti approfittando della mancanza di informazione della gente, rimbambita da idiozie televisive e distratta dai non pochi bisogni quotidiani di una nazione che non funziona in nulla.

E così, nell’asfissiante e macchinosa legislazione amministrativa si cercava il pelo nell’uovo della gestione dei migranti a Riace, un certificato di meno, una parola di troppo e si fa arrestare il sindaco Mimmo Lucano, usando poi, come ha fatto il ministro degli interni, un mafioso come strumento di gogna nei suoi confronti. Lo stesso ministro che mandava al Senato il compare Bossi, ladro di 49 milioni di euro, e alla Camera quel Furfaro, segretario del sindacato di polizia, avverso a Ilaria Cucchi che cercava verità sulla morte del fratello, avvenuta in un’oscura caserma rimbombante di botte e urla. Quella stessa donna coraggio definita “uno schifo” da Salvini, ora ha avuto giustizia, ma il ministro è ancora lì, a dispetto del pudore e delle leggi che è chiamato a far rispettare, sorretto senza ritegno da un alleato di governo che gli lascia compiere queste e altre ignominie pur di restare attaccato a ormai nauseabonde poltrone.

Altre ignominie, dall’esclusione dalla mensa scolastica a Lodi dei bambini poveri, alla legge truffa sul cosiddetto “regionalismo differenziato” che tra pochi giorni andrà alla firma del governo saltando il dibattito parlamentare. Un decreto che stabilisce l’apartheid tra le regioni ricche del Nord e quelle povere (dall’Italia impoverite) del Sud, per cui le regioni del Nord, potendo trattenersi il 90% delle tasse, da sottrarre alle casse dello Stato, avranno più diritti di quelle del Sud, nei trasporti, nella sanità, nell’istruzione, nell’assistenza e nella sicurezza. Questo già avviene, è vero, ma con questa legge che passerà nel complice silenzioso assenso del “Partito unico del Nord”, Lega, Fi, Pd, M5s, sarà ancora peggio. La soluzione finale per il Sud.

Intanto prepariamoci ad assistere a quest’altra soluzione finale, rivedremo dopo 80 anni scene raccapriccianti di famiglie scacciate con violenza dalle loro case, per essere deportate da Riace e ghettizzate in un campo di raccolta, verso chissà quale nefasto futuro, magari utile all’arricchimento di chissà chi. Assisteremo ad altre esibizioni verbali fasciste del “me ne frego” “molti nemici molto onore” “spezzeremo le reni ai paesi poveri” mentre i poteri forti paramafiosi si fregano le mani per il dirottamento della rabbia popolare verso i disperati. Così il fascismo, un passo alla volta, trasformò una democrazia seppure imperfetta in una nefasta dittatura perfetta.

E’ l’ora della resistenza, chiunque collabori con questo governo iniquo si rende complice di tali misfatti. Visto il disfacimento della sinistra, a sua volta colpevole di tale sfascio, non resta che sperare negli uomini giusti che pur ci sono per ribellarsi, più di tutto sperare nei giovani, anime non ancora imbarbarite, come hanno già dimostrato in questi giorni scendendo in piazza in 70mila, dando il via a un nuovo autunno caldo che fermi la progressiva trasformazione del Paese in uno Stato autoritario.