SBARCO CON GIALLO A LAMPEDUSA PER 70 MIGRANTI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Dopo35 ore di navigazione ed un lungo tira e molla avvenuto tra le autorità maltesi e quelle italiane, l’imbarcazione avvistata venerdì sera dalla nave Mare Jonio del progetto Mediterranea è stata tratta in salvo dagli uomini della guardia costiera. Erano 70 le persone a bordo del barcone ( di origine eritrea, siriana e ghanese ) in avaria a 18 miglia dall’isola siciliana.
Il progetto Mediterranea ha iniziato una lunga trattativa con le autorità italiane e maltesi: queste ultime se ne sono lavate le mani, mentre quelle italiane, dopo un primo rifiuto (“Nave in acque maltesi quindi non di nostra competenza”), sono intervenute mandando in mare due motovedette che hanno recuperato i migranti scortandoli fino a Lampedusa.

Il barcone era partito dalla Libia venerdì mattina ed è attraccato al porto di Lampedusa intorno alle tre del mattino. La guardia costiera aveva in un primo momento indicato alla Ong di rivolgersi a La Valletta, che però ha negato il salvataggio.
I maltesi davano l’imbarcazione in acque italiane, molto vicino a Lampedusa, secondo gli italiani il barcone si trovava ancora nel mare di Malta.
In mezzo 70 vite ed una situazione che iniziava a diventare preoccupante.

A bordo c’erano due bambini, arrivati in buone condizioni con le rispettive madri, entrambe di giovane età.
Grazie alle buone condizioni del mare delle ultime 48 ore, non si è verificata l’ennesima tragedia.
I migranti sono stati visitati sul molo dal dottore Pietro Bartolo (il medico dei migranti), e successivamente accompagnati all’interno del centro di accoglienza hot spot dell’isola.
L’imbarcazione sulla quale viaggiavano era lunga circa otto metri. Con fondo quasi piatto e una bassa linea di galleggiamento; di costruzione egiziana, decisamente un tipo di barca inadatta ad effettuare il percorso che va dalla Libia alle coste siciliane e troppo piccola per ospitare 70 persone.
Ora possono tirare un sospiro di sollievo e festeggiare quelli di Mediterranea: “Siamo felici di apprendere che dopo una notte di monitoraggi e segnalazioni queste persone siano in salvo, in Italia”.