DEPORTATI DI RIACE E APARTHEID LODI. NON E’ CERTO QUESTA L’ITALIA CHE VOGLIAMO

DI LUCIO GIORDANO

E così Matteo Salvini ha deciso di giocare duro con Mimmo Lucano. In pratica ha deciso, con un colpo di spugna, di annichilire l’esperienza guardata con ammirazione da  tutto il mondo: l’integrazione perfetta tra migranti e abitanti di Riace. Un modello unico e studiato dappertutto. Solo che il progetto del paesino calabrese voluto dal suo sindaco, cozzava terribilmente con la narrazione propagandistica  dell’attuale ministro dell’interno. Troppo pericoloso tenerlo in vita.

Dunque, con un burocratese spinto, parlando di rendiconti e  amenità varie, il segretario della Lega nord  ha deciso con provvedimento d’urgenza di deportare in altre strutture i 300 migranti  residenti a Riace. Li attendono non più case, ma ghetti. Non più vita sociale ma muri. Sa cosa vuole dire, Salvini, estirpare gente che da quasi 15 anni convive con gli abitanti del posto, lasciando affetti ed amicizie per esser tradotti come durante il nazifascismo in dei ‘campi di concentramento’ che negano una vita normale? Forse non lo sa o, meglio ancora, non gliene frega niente. Al ministro della paura interessa distruggere il modello Riace. Punto e basta. Interessa distruggere i suoi nemici, come Mimmo Lucano.

Interessa inoltre che una sindaca leghista, a Lodi, appellandosi a dei regolamenti pretestuosi, crei come nel sud Africa prima di Mandela,  una scuola in cui regna l’apartheid. A tutti gli effetti.  Bambini  stranieri di sei, sette anni costretti a portarsi il panino da casa e a mangiarlo non più a mensa ma  in una stanza diversa dai coetanei italiani, con i quali magari durante il giorno giocano e ridono. Perchè i bambini non sanno cosa sia il razzismo, fino a quando non glielo insegnano ottusi genitori, o la scuola ottusa o le istituzioni parlamentari ottuse.

Del resto, bastava vederlo il volto mortificato di quei bambini, durante il servizio andato in onda giovedì a Piazza Pulita su La 7, per commuoversi e provare disgusto per delle decisioni ingiuste. Lo stesso disgusto che la maggioranza silenziosa degli italiani, prova ogni giorno di più per quello a cui sta assistendo. Anche i cattolici sono insorti contro questo razzismo non più strisciante ed  hanno iniziato ad alzare la voce, a devolvere i loro soldi alla Caritas, pur di aiutare i piccoli stranieri  di Lodi. E dicono basta alla presa in giro di un leader politico che si presenta ai comizi con il vangelo e il rosario in mano e poi da mesi e mesi sparge odio .

Vuole continuare a spargerlo ancora a lungo, Salvini? Lo dicesse subito perchè la stragrande maggioranza degli italiani non è d’accordo:  è stufa della sua presenza costante e ossessiva tutti i giorni, sulle tv di tutta Italia. E’ stufa della sua narrazione bugiarda. Stufa di questo clima da guerra civile che il ministro della paura alimenta quotidianamente. E’ stufa e ha aperto gli occhi. Già, perchè gli italiani vogliono vivere in pace, ripescare da qualche parte del loro cuore i valori cristiani di amore e solidarietà, dimenticati da troppo tempo. Ed è pronta a battersi, per ritornare a vivere in democrazia, in armonia con il prossimo, sia esso bianco, giallo , nero, cattolico, ebreo o musulmano. Non ne può più di disprezzo. Davvero.

Il tam tam sui social, quegli stessi social con cui finora Salvini aveva messo sotto scacco gli italiani,  dice che in molti sono pronti a scendere in piazza oggi stesso e  in maniera permanente, pur di costringere alle dimissioni un ministro dell’interno a cui non interessa certo il benessere e la convivenza serena e  civile degli italiani, ma solo il potere e il progetto reazionario e anti democratico che Steve Bannon ha messo in piedi da mesi. Salvini, però,  apra bene le orecchie: gli italiani onesti, gli italiani democratici e antifascisti, non glielo permetteranno.  Costi quel che costi.