NATIONS LEAGUE: UNA GRANDE ITALIA DOMINA E VINCE IN POLONIA 1-0

Di VANNI PUZZOLO

 

Vittoria meritatissima degli azzurri in Polonia che condanna i padroni di casa alla retrocessione e ci regala una chance di giocare per il primo posto.

Decide Biraghi nel recupero, su assist dell’esordiente Lasagna, dopo 8 palle gol create e due traverse colpite.

Mancini alla vigilia aveva provato a togliere pressione: “se si retrocede nessun dramma, l’obiettivo è la qualificazione agli Europei”.

E’ stata una strategia indovinata.

Mancini l’aveva pensata e provata con l’Ucraina, non era arrivata la vittoria ma l’idea che fosse la squadra giusta era balenata a tutti, lui per primo.

L’ha riproposta: quella senza un centravanti vero, e del tridente leggero, oppure la squadra dei piccoletti, ma con in campo i migliori tre giovani italiani: Bernardeschi, Insigne, Chiesa, che se si sommano a due centrocampisti con i fiocchi come Veratti e Jorginho ( non a caso play di due grandi squadre europee), e al dinamismo della rivelazione Barella, fanno un ossatura di gente che sa giocare il pallone e che ti sfianca con un palleggio-possesso palla veramente simile alle squadre di Guardiola.

Nessun entusiasmo esagerato: oggi l’Italia ha vinto e convinto, giocando un calcio per tanti momenti perfetto, creando e subendo poco, squadra stretta, aggressiva e compatta, posizionata nella metà campo avversaria e con occasioni da gol che fioccavano: solo un caso che il gol sia arrivato praticamente all’ultima chance, su calcio d’angolo e nei minuti di recupero.

Ma il calcio, si sa, toglie, ma sa anche dare, e quando giochi come questa sera, il premio che ti arriva è solo il frutto di un lavoro fatto bene per tutta la partita.

Peccato veramente che Mancini abbia voluto sprecare la partita dell’esordio con la Polonia, con una convocazione e con una maglia da titolare data a Balotelli che non aveva alcun senso, concediamogli un errore di percorso.

Lo avevamo scritto: l’Italia doveva ripartire dai talenti, che non sono tantissimi, ma puri: i tre migliori italiani dovevano giocare sempre, Mancini doveva trovare come schierarli, e dopo due tentativi, ora ha trovato la quadra.

Certo la mancanza di un bomber, pesa e peserà, ma il calcio non è una scienza esatta: non si fanno più gol con tre centravanti, si fa gol se si gioca bene, se ci si crede, se si rimane compatti, se si gioca da squadra, e questa sera tutti questi elementi non sono mancati.

La Polonia nel primo tempo, schierata a rombo, non ci ha capito nulla, gli azzurri hanno dominato in lungo e in largo, dai primissimi minuti con Jorginho che ha colpito l’incrocio dei pali, ad Insigne che a metà primo tempo l’ha colpita pure lui a Szczesny battuto: ecco l’unica cosa che il Ct polacco aveva capito è stata quella di comprendere che il titolare non poteva essere l’inguardabile Fabiansky ma bensì il portiere titolare della Juve, ( che non a caso lo ha scelto per il dopo Buffon) che nel primo tempo ha evitato almeno tre gol certi.

Nel secondo tempo, cambiato il rombo in 4-4-2 , la Polonia è stata più compatta, ma gli azzurri non hanno mollato nulla, hanno continuato a giocare a calcio, concedendo solo due ripartenze, e una palla-gol, seppur clamorosa, sprecata dal “napoletano” Milik.
Clamoroso sarebbe stata un’azione del secondo tempo che sembrava da play-stations con una serie di fitti passaggi e con Insigne che davanti al portiere aveva dato a porta vuota la possibilità a Chiesa di insaccare: purtroppo il napoletano era in leggerissimo fuorigioco, sarebbe stato un gol alla Sarri.

Giusto ricordare la perfetta direzione dello sloveno Skomina e dei suoi collaboratori che non hanno sbagliato veramente nulla.

Ritornando agli azzurri, Mancini crediamo abbia trovato i protagonisti, 4/5 talenti li abbiamo, non abbiamo ancora, un bomber, ma la qualità che questa sera hanno fatto vedere Veratti e Jorginho, il dinamismo e l’universitalita’ dimostrata da Barella, lasciano veramente ben sperare.
Forse il solo Bernardeschi, che rimane uno dei migliori giocatori italiani, questa sera è apparso un po’ troppo impreciso e poco “cattivo” sotto porta, ma siamo certi che pure lui abbia in canna diversi gol.

Certo il solo Insigne ha in se i movimenti da punta, Chiesa e lo juventino ancora no, ma spesso giocando senza dare punti di riferimento, si creano comunque tanti problemi all’avversario.

Sorvoliamo sulla cronaca spicciola che parla solo di occasioni da gol create dagli azzurri perché sarebbero troppe, e ci soffermiamo sul fatto che l’Italia, spesso, quando sta per toccare il fondo, trova dentro di se le energie per rialzarsi, e non a caso se fino a ieri si parlava di evitare la retrocessione, ora si dice che il Portogallo che affronteremo a Milano in Novembre non fa paura e, facendo anche due conti, battendoli, andremmo anche in testa al girone, insomma, ora ci siamo anche noi.
Romanticamente potremmo dire che l’Italia s’e’ desta.