LODI, SOLIDARIETÀ UMANA BATTE GRETTEZZA POLITICA 90 MILA A 0

DI CHIARA FARIGU

Il cuore di Lodi non poteva restare indifferente alle decisioni della sindaca Casanova, leghista di ferro, che di fatto, con la richiesta di documenti originali, atti a comprovare l’assenza di beni materiali nei paesi di provenienza, peraltro impossibili da reperire, per ottenere l’esenzione come da circolare comunale, ha di fatto estromesso i bambini stranieri dalla mensa scolastica e dall’utilizzo dello scuola-bus, dando vita ad una discriminazione senza precedenti. A farne le spese, in questa diatriba tra Comune e genitori, i bambini che, all’ora della mensa, dovevano tornare a casa o portare un panino da consumare in una sala distante dai loro compagni. Un fatto esecrabile, un chiaro abuso politico perpetrato ai danni di chi non sa e non può difendersi. Il ‘caso’ Lodi, com’era prevedibile, ha varcato i confini della città, diventando in breve ‘caso’ nazionale e internazionale. E una soluzione è stata trovata attraverso una sottoscrizione attivata dal Comitato della cittadina lombarda “Coordinamento Uguali Doveri” per trovare i soldi necessari per pagare la mensa e mettere fine a una ghettizzazione insostenibile che per molti, troppi cittadini non poteva restare irrisolta. Servivano 60mila euro ma il cuore di Lodi e di molti cittadini italiani è andato ben oltre: in 24 ore ne sono stati raccolti 90mila tanto che si è reso necessario mettere uno stop a questa meravigliosa gara di solidarietà. Uno schiaffo morale ad una giunta leghista che, in nome del refrain “basta furbetti” ha di fatto colpito i bambini, gli unici a pagare le conseguenze di una apartheid subita loro malgrado.
Ho solo applicato la legge”, si schermisce la sindaca, ma il ministro Bussetti vuol vederci chiaro e a breve incontrerà la prima cittadina lodigiana per discutere del caso che, solo grazie alla gara di solidarietà dei cittadini sta per concludersi positivamente.
Il momento della mensa, lo sa bene chi insegna nella scuola dell’infanzia, non è solo il tempo dedicato alla consumazione del pasto. E’ un’occasione di crescita importante per i bambini, attraverso la quale acquisiscono autonomia, autostima e rafforzano rapporti interpersonali o ne instaurano dei nuovi. E’ parte integrante dell’attività didattica, è momento di condivisione di emozioni, di amicizia, oltre che si sapori e di odori. Esserne esclusi, qualunque sia la motivazione è una sofferenza inenarrabile per loro. Che esprimono non tanto verbalmente quanto con lo sguardo velato di malinconia. Loro, privi di sovrastrutture, non capiscono le meschinità dei grandi, che c’entrano loro con circolari di dubbia legalità e richiesta di documenti impossibili da reperire. Loro sono bambini e vogliono stare con gli altri bambini. Giocare con loro, imparare con loro, non solo in classe ma anche a tavola.
Discriminarli è una cattiveria senza uguali, oltre che miopia politica che poi si ritorce come un boomerang contro chi la mette in atto. Compito della politica è trovare alternative ai problemi, non ghettizzare chi non può risolverli.
“Giù le mani dai bambini” ha gridato forte e chiaro Lodi, battendo, con la solidarietà, 90 mila a zero la grettezza politica in salsa leghista

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