PAOLA EGONU, LA SCHIACCIATRICE CHE VUOLE PORTARE L’ITALIA DEL VOLLEY SUL TETTO DEL MONDO

DI CHIARA BERNARDINI

Le ragazze della Nazionale azzurra sono più agguerrite che mai. Dopo essersi oggi qualificate alle semifinali eliminando così il Giappone, padrone di casa di questi Mondiali, sono pronte per entrare in campo, sfidare la Serbia, giocarsi il primo posto del Gruppo G e scoprire chi tra Olanda e Cina sarà il loro prossimo avversario.
La conferma dell’anno porta il nome di Paola Egonu, ha 19 anni, gioca il ruolo di Opposto, ha conquistato l’oro ai mondiali di volley Under18 e oggi le sue schiacciate stanno facendo la storia.
Nata a Cittadella (Padova) da genitori nigeriani, si innamora della pallavolo all’età di 12 anni, viene notata dal dirigente della Team Volley, Andrea Pivato, che dopo qualche allenamento la inserisce nella squadra delle Under12. Superata l’inesperienza e raffinata la tecnica partecipa alle giornate di selezione per il Club Italia, dove il direttore tecnico Marco Mencarelli nota i suoi incredibili salti e decide di prenderla con sé per coinvolgerla nel gruppo delle giovani pallavoliste italiane.
Le basi per la regia di un film ci sono tutte e possiamo anche aggiungere che i genitori le avrebbero permesso di inseguire il suo sogno solamente alla condizione che non avrebbe dovuto mettere in secondo piano gli studi. Dopo aver accettato il giusto compromesso si trasferisce a Milano, conosce le sue nuove compagne e per Paola comincia una routine frenetica che durerà fino al conseguimento del diploma di maturità.
Ostinazione e determinazione non sono mai mancate e sono queste caratteristiche che in fondo le hanno permesso di raggiungere il livello a cui oggi appartiene. Appena entrata in squadra, ricorda Mencarelli, aveva una struttura esile e ginocchia fragili su cui i fisioterapisti del team hanno dovuto lavorare a lungo per evitare infortuni. Non ha mai mollato, anzi si è allenata sempre più e saltando sempre più in alto, sfidando sempre se stessa non si è posta limiti raggiungendo oggi i tre metri e mezzo di slancio che la contraddistinguono. Quando Paola gioca, quindi, guarda la rete del campo e le sue compagne dall’alto al basso, ma in maniera esclusivamente metaforica. Di lei infatti non si può dire che non sia umile e se c’è un altro particolare che la rende così incredibile è il fatto di essere sempre rimasta la stessa, con alcune ragazze della sua città natale è spesso ancora in contatto. Molto legata alle sue origini confessa che una delle cose più complicate da accettare sia stato adeguarsi al cibo nostrano. Fino ad allora, aveva mangiato solo piatti tipici nigeriani preparati da sua madre.
Cominciano così per lei una serie di successi, come la vittoria dei mondiali nel 2015 in cui conquistò inoltre il titolo di “Miglior Giocatrice” e la convocazione alle Olimpiadi l’anno successivo. Quell’anno inoltre segna il record di 46 punti in una sola partita. All’età di 17 anni schiaccia in campo per la prima volta in veste di titolare della squadra. Oggi, insieme alle sue compagne e al coach Davide Mazzanti, sta portando le azzurre a livelli altissimi, migliorando di giorno in giorno e vedendo i risultati che in fretta sta ottenendo sarà presto pronta per toccare il cielo con un dito, o più probabilmente con un salto.