PRIMA ABBANDONA IL CANE, POI LO FA ABBATTERE: 1 ANNO E 2 MESI

DI RENATA BUONAIUTO

Rocky è un esuberante cagnolone meticcio di soli tre anni che vive a Rovigo. Ha una casa, un padrone e si sente fortunato, anche quando il padrone lo rimprovera, anche quando ci va giù duro, pensa sia colpa sua, non crede che quell’uomo possa mai tradirlo. Così  quel pomeriggio di tre anni fa, quando lo fece salire in macchina, scodinzolava felice. Pensava di andare a fare una passeggiata. Sarebbero arrivati in qualche parco pieno di piante e fiori e lui avrebbe corso indisturbato e poi odorato, odorato. Ma qualcosa va diversamente, il suo padrone ad un tratto si ferma, lungo il ciglio di una strada deserta, lo solleva e lancia giù dal finestrino. Poi riparte in tutta fretta.
Rocky è ferito, dolorante, non capisce cosa stia accadendo. Cerca solo di leccarsi le ferite e rimettersi in piedi. Deve tornare a casa, deve ritornare dal suo padrone. Cammina zoppicando per ore, è stanco ma immagina la sua gioia quando lo rivedrà davanti la porta di casa.
Non pensa di essere stato tradito, è un sentimento che non conosce. Lui l’animale più fedele al mondo non può nemmeno immaginare che quel “bipede”, che da anni lo nutre possa fargli del male. Certo però gli lascia spesso la ciotola vuota e dimentica anche di mettergli un po’ d’acqua. Quando torna la sera poi è intrattabile, specie se una pipì, per le troppe ore di abbandono, è scappata via senza che fosse riuscito a trattenerla.

Ma Rocky l’ha sempre perdonato, gli vuole bene, qualche schiaffo in fin dei conti, forse l’ha anche meritato. Certo lui si sarebbe fatto uccidere per il suo padrone, guai se qualcuno l’avesse colpito o anche solo minacciato. Si sarebbe lanciato ed avrebbe preso volentieri un ennesimo schiaffo per lui.
Erano questi i suoi pensieri mentre affrontava gli ultimi metri fino a casa. Finalmente ce l’aveva fatta era arrivato! Il padrone però non sembrava affatto contento, anzi era irritato, si era attaccato al telefono per parlare con qualcuno. Dopo la telefonata aveva fatto un gran respiro di sollievo. Rocky, adesso non era più tranquillo, aveva capito che qualcosa non andava bene, ma sperava di sbagliarsi, credeva ancora che il padrone lo avrebbe portato presto da un dottore, per medicare le sue ferite, lo avrebbe rifocillato e poi chissà fatto dormire di fianco a lui sul lettone.
Le cose non andarono così. Rocky la mattina dopo fu portato dal veterinario ma per compiere un delitto in piena regola. Con la complicità di un “medico-killer”, gli fecero un’iniezione.
Rocky adesso capiva. Adesso, mentre uno strano sonno lo trasportava via da quel luogo degli orrori, cominciava a capire il significato di “tradimento”. Ma lui non voleva essere come il suo padrone, non lo sarebbe mai stato specie ora che poteva correre felice e libero su quei grandi prati verdi che erano lì, solo per lui, ad attenderlo.
Per il padrone una sentenza, arrivata ora, di un anno e due mesi di reclusione, per il veterinario un anno con interdizione dalla professione per lo stesso periodo. Pena sospesa se verseranno 3.500 euro alle parti civili costituitesi.
Forse pagheranno il loro debito ma ce n’è uno che non finiranno mai di scontare quello con la propria coscienza, che ogni notte, ogni giorno gli rimorderà e li farà sentire “assassini”, verso chi chiedeva solo una carezza e una ciotola di pappa.