RICOSTRUIRE UN’IDENTITA’ MORALE, ETICA, POLITICA, E’ UN NOSTRO DOVERE

DI BORIS SOLLAZZO

Sono avvilito.
Non mi va di metter su fazioni, di litigare a causa della politica, di mettermi a disquisire di percentuali e debito pubblico. Del default economico italiano mi interessa poco: viviamo già in un sistema capitalistico fallito, basta vivere il bilancio economico ed esistenziale di noi precari per capirlo.
Io sono avvilito perché con una velocità inquietante siamo entrati in un default morale, in un fallimento umano che come paese non solo stiamo vivendo, ma che in gran parte stiamo esaltando. Solo che prima lo chiamavano duce e lo acclamavano a Piazza Venezia e ora lo chiamano Capitano e lo idolatrano sui social. Anche qui con i democratici pieni di responsabilità confinati in un pigro e indolente Aventino, a contarsi e litigare tra loro, e alleati del potere volenterosi e stupidotti a sostenere chi non aveva abbastanza voti per comandare.
Solo che ora abbiamo imparato. Ora sappiamo. E cullarsi nella speranza che Alberto Angela scenda in campo (un giorno vi spiegherò perché é la nostra unica speranza, partendo dall’ultima puntata di Ulisse) o condividere l’ultimo status di Roberto Fico sui migranti o su Cucchi, sperando che da quelle parti capiscano di dovergli dare la leadership, serve a poco.
Marco Esposito si chiedeva cosa fosse la sinistra oggi qui su Facebook. Molti di noi si sono resi conto di non saperlo più, me compreso. Ci sono troppe macerie e il mondo é cambiato. Si potrebbe ripartire da esperienze come DiEM 25, per esempio, o l’Italia in comune qui da noi.
So però cosa dovrebbe fare la sinistra, oggi. Ma proprio oggi. Affittare dei pullman non per manifestazioni romane, ma per partire per Lodi, Riace, i porti che qualcuno vorrebbe chiudere. So che dovrebbe difendere e sostenere, a tutti i costi e con ogni mezzo, le famiglie Cucchi, Aldovrandi, Uva, Regeni.
Andare laddove vogliono smantellare modelli virtuosi di integrazione, ripristinare discriminazioni razziali, far affogare o torturare chi ha la sola colpa di essere nato altrove, massacrare chi non può difendersi. La sinistra deve agire e reagire.
Non ho il potere, da solo, di organizzarlo, ma forse posso far sí che con me ed altri si possa creare una rete di mobilitazioni. Io so solo che voterei un politico che entri in quelle scuole a dar da mangiare a quei bambini. Che andasse a Riace a impedire, col proprio corpo, l’illegale prelievo di immigrati che hanno permesso a un paese fondamentale per la nostra identità di italiani (!) di non morire e di risorgere. Che a Catania, Lampedusa o su una nave delle Ong salvasse delle vite. Se lo ha fatto un campione della NBA possono farlo anche i dirigenti della sinistra italiana. E tutti noi.
Io non credo che l’attuale governo sia la causa di tutto. Esattamente come Berlusconi credo sia il sintomo di cosa siamo e cosa stiamo diventando. Quindi da ogni parte abbiamo il dovere di ricostruire un’identità morale, etica, politica. Senza barriere, cercando di unirci se ci riconosciamo in certi principi elementari e irrinunciabili. Lodi, Riace, l’udienza del caso Cucchi in cui Tedesco ha finalmente detto la verità siano dei presidi di ciò che vogliamo essere. Difendiamo ciò in cui crediamo, in quei luoghi. Altrimenti molto presto i nostri figli ci chiederanno come abbiamo fatto a permettere tutto ciò.

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