VENETO: BIMBI STRANIERI ESCLUSI DA BUONI LIBRO SENZA CERTIFICATO

DI ANNA LISA MINUTILLO

Anche il Veneto non è da meno a Lodi, infatti agli immigrati saranno date agevolazioni sui libri scolastici solo con la presentazione di un certificato. Oltre alla certificazione Isee, la Regione richiede ai cittadini non comunitari un certificato sul possesso di immobili o percezione di redditi allʼ estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. La norma non è però presente né nella delibera di Giunta né nel bando per la concessione di contributi, ma soltanto nelle “istruzioni per il richiedente” rilasciate a settembre sul sito internet per la compilazione della richiesta. A rendere nota la cosa è un’interrogazione alla Giunta regionale, del Gruppo del Partito democratico, che chiede una proroga per il termine di presentazione delle domande, che è stata fissata a mezzogiorno di oggi. «La Giunta – afferma l’interrogazione che ha come primi firmatari i consiglieri Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia – faccia chiarezza sui contributi per il buono libri: la documentazione richiesta ai cittadini non comunitari sta provocando ritardi e disagi» .

La certificazione richiesta ai cittadini extra Ue è “un passaggio obbligatorio – spiegano Zottis e Sinigaglia – che compare solo nelle istruzioni delle procedure web per la validazione delle domande alla Regione. Tuttavia la documentazione non serve in presenza di un’apposita convenzione tra l’Italia e lo stato di provenienza: bastano delle semplici dichiarazioni sostitutive. Ma le amministrazioni locali non sanno quali sono i Paesi con cui sono stati firmati questi accordi, oltre ad aver scoperto in ritardo la necessità di un ulteriore passaggio in quanto non c’era alcuna traccia nel bando. Il caso Lodi emulato nell’arco di pochi giorni. Sì perché è ancora nell’aria la polemica suscitata dalla decisione presa a Lodi per i bambini stranieri ai quali è stata vietata la mensa scolastica pre e post scuola e scuolabus. Una decisione che va a ledere i bimbi figli di genitori stranieri che si trovano in difficoltà economiche. La giunta a guida leghista ha deciso di discriminare apertamente i cittadini extracomunitari, stabilendo che per loro non è sufficiente presentare l’ISEE come per gli italiani.

Agli extracomunitari è stato prescritto di fornire una documentazione che attestasse la loro situazione economico-patrimoniale complessiva, comprensiva di quella nel proprio Paese di origine. Molte sono state le famiglie che hanno rinunciato a presentare la documentazione poiché questo avrebbe comportato un viaggio nel Paese d’origine, il pagamento per la traduzione dei documenti, senza considerare il costo per le marche da bollo. Tutto ovviamente a carico di chi non si può permettere di pagare la tariffa massima di 5 euro per la mensa e neanche i 210 euro trimestrali per lo scuolabus. Alcuni hanno comunque cercato di mettersi in regola, sobbarcandosi il costo di un viaggio verso il Paese d’origine, ma vedendosi respingere la documentazione. Solo 5 domande su 318 sono state accolte. La delibera della giunta comunale di Lodi è contraria alla Costituzione e alla Legge. Viola infatti in modo evidente il principio di eguaglianza sancito dall’art 3 della nostra Costituzione:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Si è creata così una situazione inaccettabile in quanto ci sono bambini esclusi dalla mensa, costretti a mangiare un panino portato da casa lontano dai compagni di classe. Ma anche bambini costretti a percorrere 5-6km a piedi per andare a scuola non potendo più usufruire del servizio di scuolabus. Il Coordinamento Uguali Doveri ha aperto un conto corrente al fine di raccogliere i fondi necessari ad aiutare tutti i bambini oggi esclusi dai servizi mensa, pre e post scuola e scuolabus. La raccolta è stata sospesa perché “un primo obiettivo” è stato raggiunto: più di 2.000 persone hanno contribuito, con bonifici e pagamenti su PayPal, a raccogliere circa 90.000 euro. La stima, calcolata per difetto, non tiene conto dei bonifici effettuati in questi giorni, il cui accredito viene registrato con qualche giorno di ritardo. Ci aspettiamo quindi che la cifra aumenti nei prossimi giorni. Queste le dichiarazioni che si leggono nel comunicato dell’associazione – “siamo sicuri di poter garantire l’accesso a tutti i bambini lodigiani esclusi dai servizi scolastici almeno fino a fine dicembre 2018, data in cui speriamo che il ricorso presentato al Tribunale di Milano contro il Comune di Lodi avrà annullato questa discriminazione”. Altrimenti “rilanceremo l’iniziativa. Annunciamo quindi la momentanea sospensione della raccolta fondi”.

La dimostrazione che l’empatia ha di gran lunga superato la discriminazione, e che il clima di odio e violenza gratuita a cui stiamo assistendo, non vale per tutti i cittadini che riescono ancora a distinguere tra scellerate politiche e reali esigenze, ma soprattutto non hanno dimenticato il valore della parola uguaglianza.