NON E’ UN CONDONO TOMBALE. MA CI SOMIGLIA

DI LUCIO GIORDANO

La riforma della legge Fornero? Se ne parla il prossimo anno, in vista delle Europee, per ora accontentiamoci della quota 100. Anche se la quota 100 è un guazzabuglio che renderà preferibile lavorare non fino a 67, ma almeno fino a 72 anni, se fosse possibile. Il reddito di cittadinanza? Qualcosa è stato fatto e ne va dato atto ai 5 stelle, anche se somiglia più ad una tessera annonaria. Per la sua concretizzazione, se ne parla in primavera, in vista delle Europee e dopo aver messo a punto i centri per l’impiego. Intanto: occasione sprecata.La flat tax? Una pia illusione e per fortuna.  Abolizione del Jobs act? Non pervenuto. Cosi come le accise sulla benzina che dovevano essere abbattute come prometteva Salvini. Inoltre gli f35 continuano ad essere acquistati, il Tap,il tav, la pedemontana  si faranno. E come se si faranno.
Delle promesse elettorali da marinaio, in questa manovra da 37 miliardi di euro,  rimane insomma ben poco. Sia da parte della Lega che da parte dei 5 stelle. Cosi, come due pugili suonati, in un consiglio dei ministri che le cronache raccontano come rissoso, con colpi proibiti sotto la cintura, alla fine, oltre al taglio delle pensioni d’oro oltre i 4500 euro,  si è parlato soprattutto del condono fiscale. Salvini ha provato fino in fondo a favorire i  ricchi elettori che quando devono pagare le tasse hanno immancabili mal di pancia. Un milione di euro, ha rilanciato come un giocatore di poker. Non se ne parla nemmeno ha risposto Gigino. Di Maio del resto sapeva che consentire un condono con quelle cifre avrebbe decretato la fine del mantra a 5 stelle: onestà, onestà. Avrebbe voluto dire perdere vagonate di elettori. Alla fine il tetto dei centomila euro, non scontenta Salvini, che qualcosa porta a casa, molto meno peraltro di quanto sperasse. Limita   i danni del m5s che giocano tutto su una crisi che da dieci anni, cioè dai tempi del governo Berlusconi- Lega, picchia forte nelle tasche degli italiani..
E’ chiaro che senza un tenore di vita crollato ai minimi livelli, il condono fiscale oltre che altamente diseducativo sarebbe stato politicamente la waterloo del partito di Casaleggio, che proprio sull’ onestà aveva basato i propri consensi elettorali. Cosi, invece, c’è una giustificazione che li salva dalla rivolta di una parte della base. Del resto, in questo ha ragione Salvini: il condono fiscale serve a tranquillizzare gli italiani inseguiti dall’Agenzia delle entrate. E serve soprattutto a fare cassa. Tanto i furbi non avrebbero mai pagato in attesa dell’ennesimo condono,  e chi non ha occhi per piangere non sarebbe riuscito a pagare nemmeno  la rottamazione, fatta di sconto interessi e sanzioni,  voluta da Renzi.  Per la cronaca, potrà aderire alla “pace fiscale” chi è in regola con le dichiarazioni dei redditi ma  anche chi ha omesso fino a un massimo del 30% dei propri introiti, con un tetto massimo di 100mila euro.Condono totale per le mini-cartelle emesse fino al 2010 e che oggi hanno un importo totale, comprensivo di interessi, sanzioni e more di 1.000 euro: saranno eliminate dal Fisco in modo automatico . Per chi invece non è riuscito a pagare tutte le tasse sui redditi dichiarati c’è la possibilità di aderire alla rottamazione ter, ma con una finestra temporale più lunga: dieci rate in cinque anni.
Nell’ottica della crisi infinita insomma la decisione di aprire ad un condono fiscale era una via quasi obbligata, anche se eticamente sbagliata. Ma in fondo lo si era detto anche dei condoni varati da Berlusconi. Peraltro sarà interessante capire poi come verrà disegnata la  norma che  prevede l’arresto degli evasori fiscali, provvedimento peraltro già introdotto dal governo Renzi. E’ chiaro che la lotta alla grande evasione, insieme alla guerra alla corruzione e alla criminalità, dovrebbero essere le priorità di un governo . MA dall’esecutivo Conte sarebbe pretendere troppo. Speriamo solo che Bruxelles non faccia storie, anche se le sta già facendo, e approvi questa manovrina tutta a debito e senza investimenti per il mondo del lavoro Che poi è il  vero problema degli italiani: altro che la sicurezza. Per le infrastrutture, per  tante opere pubbliche  finanziate dallo Stato e  che avrebbero potuto davvero rilanciare l’economia, puntando su salari dignitosi  e possibilmente  a tempo indeterminato,  per la lotta senza quartiere a ndrangheta, mafia , camorra, per le pene severissime ai corrotti e ai grandi evasori fiscali o a chi porta i capitali nei paradisi fiscali, bisognerà attendere un nuovo, serio governo. Se esiste. Per adesso accontentiamoci di queste  mance elettorali: pannicelli caldi che non risolvono certo  i  problemi dell’Italia.