ADDIO AD ARTO PAASILINNA, CHE RACCONTO’ DEL GIORNALISTA FUGGITO CON LA LEPRE

DI MONICA TRIGLIA

Il giornalista che decide di sparire nei boschi della Finlandia insieme a una lepre. Gli aspiranti suicidi che si uniscono ad altri con le loro stesse intenzioni in un viaggio pieno di risate e momenti divertenti. Sono tra i protagonisti dei romanzi di Arto Paasilinna, l’ex boscaiolo originario di Kittilä, regione settentrionale della Lapponia finlandese, che se ne è andato il 15 ottobre a 76 anni. Malato da tempo, era ricoverato in una casa di riposo a Espoo.

Personaggio straordinario fin dalla nascita (si racconta che sia venuto al mondo a bordo di un camion in fuga di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa), autore di culto già dai tempi dei suoi esordi negli anni Settanta, Paasilinna ci ha conquistato con il suo stile divertente, ironico e dissacrante, le narrazioni tragicomiche (capace di raccontare ridendo anche le storie più tragiche), i personaggi bizzarri, clowneschi e originali che ha creato in ogni romanzo.

Per la sua vicinanza ai temi ambientali e naturalistici è stato definito da critici e lettori l’inventore del genere “umoristico – ecologico”.

Apprezzato dentro e fuori dalla sua natia Finlandia, è diventato nel corso degli anni una superstar, l’unico scrittore nazionale a essere tradotto in 45 lingue e a vendere quasi dieci milioni di libri.

In Italia è esploso nel 1994, con il romanzo “L’anno della lepre” (pubblicato da Iperborea come tutti gli altri). Protagonista è Vatanen, un giornalista quarantenne che a un certo punto comincia a interrogarsi sul senso della sua vita, resa grigia a furia di rinunciare ai sogni, accettare compromessi, rassegnarsi al logoramento delle amicizie e del lavoro. Un giorno, tornando in auto da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre che fugge ferita. Vatanen la cerca, la cura e decide di non lasciarla più, inoltrandosi con lei nei boschi della Finlandia in quello che diventerà un viaggio verso la libertà, e lo porterà a scoprire che la vita può essere reinventata ogni momento.

Indimenticabile anche “Piccoli suicidi tra amici” che parte dalla decisione di Onni Rellonen, imprenditore fallito che vorrebbe uccidersi ma trova il fienile occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni. Decide così, insieme ad altri aspiranti suicidi, di partire a bordo della Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, per un viaggio che li porterà da un capo all’altro dell’Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto. In un tour che diventerà presto il più gioioso manifesto della voglia di vivere.

Arto Paasilinna mancherà a tutti, a partire dai tanti come me che, almeno una volta nella loro vita, hanno davvero sognato di fare come il giornalista Vatanen. E di scappare in una foresta in compagnia di una lepre.