INCENDIO DI MILANO: UNA NUBE DI POLEMICHE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Domenica sera a Milano in via Chiasserini, nella sede del deposito di rifiuti si è verificato un incendio che ad oggi non è ancora totalmente domato.
I vigili del fuoco stanno lavorando alacremente per domare tutti i focolai ancora accesi nel rogo della Bovisasca .
Impegnati anche mezzi della Protezione civile e del Nuir (Nucleo intervento rapido) per sgomberare i rifiuti e bloccare il divampare delle fiamme. Le operazioni vengono rese più difficili dal tetto del capannone che potrebbe cedere da un momento all’altro.
Nell’aria sono stati sprigionati cattivi odori di plastica bruciata e gli abitanti della zona sono stati invitati a tenere le finestre chiuse nei pressi del rogo. Dalle prime analisi dell’Arpa sulla qualità dell’aria sembrerebbe risultare che non si tratti di sostanze nocive, anche se irritanti. Molti milanesi stanno accorrendo presso le farmacie per acquistare mascherine e rendendo incandescenti i centralini dei vigili del fuoco.
Il Comune di Milano non ha preso provvedimenti drastici come la chiusura delle scuole, anche se molti genitori hanno ritenuto di tenere a casa i bimbi in questi giorni, mentre quelli che ci sono andati si vedono uscire alla fine delle lezioni con le mani davanti alla bocca, per proteggersi dal cattivo odore.
I cittadini lamentano anche la mancanza delle istituzioni sul luogo dell’incendio, soprattutto quella del sindaco Sala che non si è ancora recato in zona per sincerarsi di quanto accaduto.
Milano come la terra dei fuochi, tra strani movimenti di mezzi pesanti all’interno del deposito rifiuti e colonne di fumo che si spargono nell’aria insieme alla preoccupazione di coloro che vivono in zona, ma non solo. Oltre alle operazioni di spegnimento a proseguire sono anche le indagini affidate alla Polizia di Stato. Milano non può permettere che criminali la trattino in questo modo ed è giusto che i responsabili paghino.
Informazioni più precise in merito alla pericolosità o meno dell’aria che si sta respirando in questi giorni nella zona interessata arriveranno solo tra qualche giorno quando Arpa avrà ultimato le sue analisi.