RACCONTI METROPOLITANI. QUELLA MAMMA CHE FA RIPETERE LA LEZIONE AL FIGLIO

DI MARCO GIACOSA

Ho visto un ragazzino, avrà avuto 12 anni, con la sigaretta elettronica. Giocava in mezzo a tre coetanei, a creare espirando il nuvolone e a nascondersi dentro. Ridevano. Sarà che la sigaretta elettronica la immagino alla fine del percorso (incomincio, fumo, mi rendo conto della cazzata, provo a smettere, chiedo aiuto all’elettronica), ma mi ha ricordato un mio compagno di calcio, che a tredici anni diceva di essere un ex fumatore, avendo smesso a sette.

Sulla metropolitana una mamma faceva ripetere la lezione al figlio. Teneva l’Iphone orizzontale e scorreva, sfiorando lo schermo con le dita come fosse delicatissimo, alcune pagine del libro, che aveva fotografato e rivedeva lì. NEI MARI I PRIMI VIVENTI era il titolo del capitolo, la sentivo chiedere di invertebrati e il bambino dire che sono animali che non hanno le ossa. LO SBARCO SULLA TERRAFERMA la pagina successiva, e sarà che è salita più gente, oppure il bambino ha abbassato la voce per pudore, ma non sono riuscito ad ascoltare che cosa dicesse. Vedevo la mamma annuire, ogni tanto dare una carezza. Sono passati all’orario e alle materie, un’altra fotografia sul telefono, si sono confrontati, IT IT IT le prime tre ore di oggi, poi MATE MATE e MENSA MENSA, altre ore il pomeriggio, quando ha messo via il telefono ha abbracciato il ragazzino e lui si è fatto abbracciare, sorridendo. È arrivato il momento di scendere e la mamma ha preso lo zaino trolley dell’Invicta, una cosa enorme, lo faceva scorrere in mezzo alle persone, chiedeva permesso con modi gentili, uno sguardo al bambino, di sottecchi, che non rimanesse indietro.