RICORDANDO IL RASTRELLAMENTO DI CITTADINI ITALIANI DI FEDE EBRAICA

DI GERARDO D’AMICO

È stata una grande emozione incontrare persone tanto speciali, per il ricordo dell’infame rastrellamento di cittadini italiani di fede ebraica di 75 anni fa.

Sembra di circostanza, ed invece l’ho girato davvero con rispetto ed un nodo in gola: se è successo può tornare ad essere, ha detto la presidente della comunità ebraica, ed io pensavo al tanto odio che si accumula nelle nostre società, al disprezzo per il diverso, scordandoci che come diceva Basaglia “visto da vicino nessuno è normale”.

La distanza siderale che si sta costruendo tra esseri umani, l’egoismo e il disinteresse per il prossimo: il venire meno della pietà, tutto questo ricorda da vicino quegli anni in cui altri italiani, i nostri nonni o bisnonni, in grande maggioranza aderirono ad una ideologia di sopraffazione che portò la morte e la distruzione nel nostro Paese.

Ma anche quella minoranza che prima resistette poi insorse, facendo di noi uomini liberi.
La storia, se non la si conosce o la si scorda, si ripete: come tragedia o farsa.
Dovremmo farcelo stampare da qualche parte e ripetercelo, per non patirne ancora.