VINCE IL “NERO”, VINCE CHI EVADE

 

DI LUCA SOLDI

 

 

 

Dunque dal governo del cambiamento ecco l’ennesima riproposizione del condono fiscale di berlusconiana memoria.
È la ratifica di una situazione endemica che nessuno può risolvere.
È il colpo di grazia al sogno dei cinquestelle di una giustizia fiscale che invece si trova a soccombere in un popolo che si riconosce nei furbetti
Vince il nero, e crolla la speranza che almeno una cosa l’esecutivo Conte riuscisse a farla
Di Maio, mentre frana nei sondaggi, ha dovuto rivolgersi all’Accademia della Crusca per farsi trovare la forma lessicale migliore per questo rinnovato scempio economico e morale
Si dice che sarà l’ultima volta che da adesso in poi tutti tireranno dritto ma qui invece l’unico che riesce a farlo con un minimo di strategia pare solo Salvini
Per gli altri, per tutti gli altri l’ordine è di tirare a campare in ordine sparso, arrancando
Certo servirà di attendere i dettagli per capire l’esatta portata della misura ma, secondo quanto fanno sapere fonti vicine a Luigi Di Maio ed i 5S riescono a fare solo buon viso a cattivo gioco e rivendicano di aver messo in campo norme per “aiutare chi non ce la fa con le cartelle Equitalia”.
Ma anche di aver fissato tanti paletti da rendere la misura relativamente appetibile. Sempre in tema fiscale, è stata confermata la sanatoria anche per liti e cartelle con l’obiettivo di ridurre, dicono sempre dal governo, “moltissimo il contenzioso in Cassazione”.
Vane le minacce di rendere possibile il carcere per i futuri evasori
Parole al vento come tutto il resto
Di Maio, dopo aver chinato il capo, tenta di riaffermare la coerenza con la linea intransigente verso chi punta a guadagnare in ‘nero’, confermando il carcere contro chi evade. “Niente salvacondotti”, assicura più volte proprio Di Maio. Non riesce a convincere neppure se stesso ma ormai è nel vortice.
Il leader pentastellato a Cdm in un post arriva anche a citare il presidente Roosvelt: “L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura – scrive in un post – è la paura stessa”.
Intanto i furbetti sorridono certi di aver trovato la nuova sponda e la “paura” si è ormai impossessata di quel vento di speranza