A PRATO LA SEGRETARIA DELLA LEGA DENUNCIA: LE PISTE CICLABILI SONO ROBA PER MIGRANTI

Prato, dal nostro corrispondente Luca Soldi

 

 

La donna che avrebbe dovuto sradicare la sinistra da una delle più importanti città d’Italia, da Prato, ha perso il tram con uno scivolone che l’ha portata ad essere ridicolizzata da tutto il Paese.
Solo poche settimane fa Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega aveva fatto il pieno dei consensi, come da copione, dopo aver alimentato le paure verso i migranti aveva offerto la soluzione alle donne pratesi preoccupate del clima generale.
Aveva offerto a quante si erano affannate al gazebo leghista, in una delle piazze più importanti del centro, una bella confezione di spray al peperoncino.
Era bastato questo a farla considerare la candidata ideale a contrastare l’attuale sindaco del Pd, Matteo Biffoni, nella sfida per il rinnovo della candidatura a primo cittadino della prossima primavera.
Uno smacco per gli alleati della desta cittadina che avrebbero voluto proporre figure più moderate come Rita Pieri o il rampante Giorgio Silli. Con il vento favorevole soffiato anche da Salvini, la Ovattoni ormai era sicura del fatto suo e nessuno avrebbe osato mettere in discussione la sua leadership.
Forse troppo sicura perché nel giro di un giorno ha perso la mano e forse anche la partita finendo al centro dell’ilarità generale per aver preso posizione contro la riqualificazione di una delle più importati arterie cittadine, il Viale Montegrappa.
Confidando di saper ormai interpretare il sentimento del popolo pratese la Ovattoni aveva duramente criticato il progetto dell’amministrazione Biffoni.
Ma poi era andata oltre facendo emergere il vero sentimento legista.
In particolare il tema del contendere era l’inserimento nel progetto di una pista ciclabile che avrebbe consentito di arrivare nel centro cittadino sulle due ruote.
La Ovattoni si è gettata a corpo morto contro il progetto affermando che le piste ciclabili “Servono solo ai migranti. Noi pratesi a lavorare ci andiamo in macchina”.
Parole offensive dell’intelligenza ancor prima che dei migranti.
Parole rafforzate da un comunicato dello scorso 13 ottobre. “Questo piano – scriveva – visto così sembra più un disegno ideale per richiedenti asilo o immigrati che si spostano di solito a piedi o in bicicletta piuttosto che un progetto volto a migliorare le condizioni di vita della nostra collettività”
Il putiferio mediatico che si è scatenato è andato ben oltre la cinta muraria di Prato arrivando anche alla redazione della trasmissione radiofonica La Zanzara di Radio 24.
Abboccando all’invito di Cruciani la Ovattoni ha segnato la sua condanna.
La segretaria della Lega è ben presto finita dove volevano i conduttori:

“Noi, ovvero chi va a lavorare, di solito si sposta con la macchina. Oppure, chi ha i bambini piccini che devono andare dal pediatra, non li porta in bicicletta. Chi ha un lavoro e dei bambini rischierebbe di esser messo sotto un camion, come è successo una volta a me”, ha detto la Ovattoni rispondendo alle domande incalzanti di Cruciani e Parenzo. “Molti richiedenti asilo non hanno la macchina. Sembra che il progetto sia fatto apposta per loro”, aveva aggiunto la segretaria della Lega. “Non ho mai detto che sono razzista. Ma qua in bicicletta vanno veramente in pochi, non siamo in Versilia”
Un fiume in piena al quale è parso evidente a tutti fosse impossibile uscirne.
Solo ore dopo si è cercato una soluzione con un nuovo comunicato dove si afferma che le sue dichiarazioni sono state “alterate e strumentalizzate”. Impresa difficile, praticamente impossibile.
Adesso il gioco pare fatto, per Prato il candidato della destra verrà fuori dai due nomi noti ai più, Silli e Pieri, toccherà a loro far capire alla Lega che le piste ciclabili sono indice di benessere per una realtà che vuol bene ai suoi cittadini.
Altro che suv da sfoggiare in coda o da poter parcheggiare sui marciapiedi.

 

 

nela foto i due contendenti che restano in lizza per riconquistare alla sinistra la città di Prato, Rita Pieri e Giorgio Silli