CASO KHASHOGGI, DETTAGLI HORROR. LE FOTO DEGLI AGENTI CON MOHAMMEDD

DI GUIDO OLIMPIO

Caso Khashoggi, dettagli horror. Le foto degli agenti con Mohammed. (Corriere.it)
Nuove rivelazioni sui media minano la già traballante versione ufficiosa sul caso Khashoggi. Il New York Times e il Washington Post hanno pubblicato articoli dettagliati dove provano che almeno 5 degli agenti sauditi coinvolti nell’eliminazione del giornalista sono legati al principe Mohammed. Un colpo alla tesi che i responsabili dell’omicidio siano elementi «fuori controllo». Mole di dati I quotidiani con un enorme raccolta di informazioni, analisi di dati pubblici, di foto e certamente dritte significative hanno documentato il rapporto del team con l’alto esponente saudita. Le immagini mostrano alcuni di loro al fianco di MBS in occasione di viaggi all’estero. Funzionari che fanno parte dell’entourage, che si muovono nel cerchio del principe o fanno parte della scorta. Anche il medico legale presente a Istanbul è un membro della sicurezza. Le indiscrezioni sono pesanti per due ragioni: 1. Fanno emergere il link che coinvolge Mohammed. 2. Ma se anche avessero agito su loro iniziativa significa che il giovane leader non è in grado di tenere in pugno la situazione. Del resto già nei giorni scorsi indiscrezioni statunitensi affermavano che a gestire l’operazione sarebbe stato un dirigente dei servizi molto vicino al principe.
Sette minuti di pestaggio
Sette minuti di pestaggio Molti dettagli, da fonti anonime vicini alla polizia, su quanto è avvenuto il 2 ottobre nel consolato di Istanbul. Tra le molte ricostruzioni c’è quella che fornisce questa sequenza basata su audio finito nelle mani delle autorità: gli agenti lo avrebbero aggredito non appena è entrato nell’edificio, quindi è stato drogato, infine spinto nella stanza del console dove ha subito un duro pestaggio. Dopo soli sette minuti sarebbe spirato. Scena del crimine l’ufficio del console che, secondo i media, era presente. Il Wall Street Journal aggiunge che sempre dall’audio si sente il medico legale, che era parte del team, invitare il console ad uscire e sollecitare altre persone ad ascoltare della musica mentre lui sezionava il cadavere. Un film dell’orrore. Non è chiaro poi cosa ne abbiano fatto: nei giorni scorsi si è anche ipotizzato che sia stato sciolto nell’acido. Il presidente Erdogan ha sostenuto che i sauditi avrebbero ridipinto alcuni ambienti, pertanto la polizia intende proseguire nei controlli alla ricerca di «materiale tossici» (usati per nascondere l’omicidio?) e attendere l’autorizzazione per «visitare» la villa del console. Quest’ultimo però è già tornato in patria, altro segnale che le autorità non si sono messe di traverso.
La diplomazia
Il segretario di Stato Mike Pompeo è arrivato ad Ankara per un colloquio con Erdogan. L’inviato americano è reduce dalla missione a Riad dove ha incontrato il re e Mohammed: i sauditi si sono impegnati – a parole – a condurre un’indagine profonda e tempestiva. Tutti però aspettano i fatti e spiegazioni che possano tenere. Sembra meno preoccupato su questo il presidente Trump il quale ha invitato a non emettere giudizi di colpevolezza prima che sia chiusa l’inchiesta. The Donald ha avuto uno scambio telefonico con MBS il quale gli ha ribadito di non avere elementi sulla sorte dell’oppositore.