FEDEZ IN TOUR: UNA RIFLESSIONE SULLA MUSICA 2.0

DI GIACOMO MEINGATI
Il fatto che Federico Leonardo Lucia, meglio noto come Fedez, tornerà in tour nel 2019 aprendo la sua tournée il 15 marzo a Firenze non è più una notizia, o meglio, non lo è mai stata. Ce lo ha detto lui stesso su Facebook, e le sue parole hanno subito iniziato a rimbalzare sui principali siti d’informazione che hanno riportato la notizia. 
«Vi avevo annunciato una sorpresa ed eccomi qua. Il 18 ottobre apro ufficialmente le date del mio nuovo tour. Mi sembra incredibile dopo la vertigine di San Siro, emozionarmi all’idea di tornare a calpestare un palcoscenico. Eppure è così», ha scritto Fedez, ma questo lo sapevate già. 
Francamente accodarsi a far riecheggiare in un articolo parole che hanno già fatto il giro del web in pochi minuti mi sembra noioso e privo di senso. Molto più interessante è riflettere, alla svelta per carità, con i secondi contati del web, su alcuni punti che risaltano proprio a partire dall’annuncio di questo tour, e più in generale dal modo che ha Fedez di essere musicista. 
1º Soltanto dieci anni fa una cosa del genere sarebbe stata inimmaginabile. I fan dovevano aspettare gli annunci delle date sulle riviste, i giornali, e (ma sono arrivati parecchio dopo) i siti ufficiali delle loro band del cuore, raramente gestiti direttamente dai musicisti. È così che ha funzionato per 50 anni. Oggi, invece, ogni intermediazione tra pubblico e artista è completamente annullata. Per citare il (bel) libro di Baricco, “The Game”, la rivoluzione digitale sta cambiando radicalmente il modo in cui gli umani fanno esperienza delle cose, e il caso di Fedez è particolarmente interessante per vedere come questo stia avvenendo anche nel mondo della musica. 
2º Fedez può piacere o meno, per carità, la questione divide l’opinione pubblica e a noi in questa sede non interessa. La cosa interessante, invece, è che questo era un ragazzino che passava le notti nel suo garage a Buccinasco (Milano) a imparare a montare video e a caricarli autoprodotti su YouTube, che si è prodotto il primo disco con 500 euro perché di più non ce n’erano, e che quest’anno ha infranto il record di artista italiano più giovane ad essersi esibito allo stadio San Siro, sold-out come nelle grandi occasioni. Le major discografiche sono arrivate solo al terzo disco, quando già il ragazzino aveva stabilito un legame con una community di fan che contava centinaia di migliaia di persone, oggi diventate milioni. 
Dire che la rivoluzione digitale ha radicalmente cambiato l’esperienza di fare e di ascoltare musica è un po’ come dire che è stata scoperta l’acqua calda, ma costatarlo numeri alla mano fa ancora un po’ impressione. 
Fedez oggi è un mass media. Lui, da solo. 
Con i suoi solo canali social può raggiungere in 5 minuti milioni di persone, e questo è un risultato, pazzesco e difficile da ottenere, oggi alla portata di qualsiasi ragazzino che abbia un IPhone, un bel po’ di tenacia e almeno un pizzico di talento. Questo è un dato che sposta, non può non spostare. Significa che è proprio cambiato un paradigma storico nel modo in cui gli esseri umani fanno arte. 
3º (e ultimo) La musica è un dettaglio. 
Avete capito bene, Fedez è un musicista ma la musica è solo un dettaglio di tutto quello che gli si muove attorno. Una volta per sapere qualcosa di un artista bisognava leggersi le interviste, guardarsi gli speciali su Mtv, c’erano degli artisti, come il grande Chuck Berry, dei quali non si è mai riusciti a scoprire con esattezza neanche la data di nascita. La rivoluzione digitale anche in questo ci ha portati su un altro pianeta. Oggi – nel caso di un artista che ha scelto di lavorare in questo modo come Fedez – se suo figlio Leone deve sottoporsi a un piccolo intervento per risolvere un lieve problema di udito, possono saperlo istantaneamente milioni di persone in tutto il mondo. Oggi con i social possiamo entrare nelle case dei nostri artisti del cuore, possiamo seguire il loro percorso non solo professionale ma anche umano passo dopo passo, se scelgono, come Fedez, di lasciarci entrare. Questo ha portato, per esempio, a rendere il suo matrimonio un business che ha mosso soldi, tanti soldi. 
Non voglio esprimere un giudizio, non voglio dire “giusto o sbagliato”,  ma soltanto prendere atto che ci stiamo spostando su un altro pianeta, che avrà altre regole, altre dinamiche, altre prospettive e che prenderne atto un po’ emoziona e un po’ spaventa. Nessuno sa dove andremo a finire e che tipo di esperienza umana, e quindi artistica, ne verrà fuori. Stiamo a vedere. 
Fedez, infine, oltre alle date del nuovo tour sta anche lavorando a un nuovo disco, che sarà anticipato da un singolo dedicato a suo figlio, Leone. Anche se immagino che questo lo sapevate già, e che non c’era bisogno di scriverlo.

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