GLI SFOLLATI DI PONTE MORANDI: 120 MINUTI PER RECUPERARE UNA VITA

DI ANNA LISA MINUTILLO

Da oggi sarà permesso agli sfollati della zona rossa di tornare per la prima volta nelle proprie abitazioni a recuperare beni ed effetti personali. Si partirà dalle case esterne per poi avvicinarsi a quelle situate sotto il ponte. Ad ogni nucleo familiare sono stati consegnati 50 scatoloni da riempire con oggetti e beni personali, che saranno poi custoditi in un magazzino del Comune. Anziani e persone con problemi di mobilità potranno cedere il posto a familiari che potranno entrare all’interno delle abitazioni al loro posto ma sempre con il limite di due persone ad appartamento.

Questo accade a poco più di 2 mesi dal tragico crollo del Ponte Morandi.
Il via libera è arrivato sabato scorso da parte delle autorità locali, grazie ai dati positivi forniti dai sensori di stabilità installati sui 2 tronconi del viadotto rimasti in piedi.
Secondo il piano stilato dai vigili del fuoco, le operazioni di rientro, salvo interruzioni dovute a condizioni meteo avverse o a movimenti rilevati dai sensori, dovrebbero durare circa 13 giorni.
I cittadini evacuati dalle proprie abitazioni a seguito del crollo del Ponte Morandi, sono circa 580.
Il primo cittadino Marco Bucci ha spiegato che ciascun nucleo familiare sarà accompagnato da tre vigili del fuoco, due in casa e uno a terra. Per completare le operazioni avranno due ore di tempo. Potranno utilizzare un carrello mobile per il trasporto dei beni.
Durante lo svolgimento delle operazioni, un team di tecnici ed esperti terrà sotto controllo il ponte. Qualora si dovesse verificare una situazione di pericolo, lanceranno un segnale per far sì che i palazzi vengano abbandonati il più velocemente possibile.
Potrebbero esserci altre occasioni che consentirebbero agli sfollati di accedere ancora alle loro abitazioni ma a tutti è stato chiesto di agire come se queste fossero le uniche occasioni a disposizione. Le demolizioni quasi certamente coinvolgeranno anche gli edifici situati sotto ciò che resta del ponte ed a quel punto diventerebbe quasi impossibile.
recuperare qualcosa.
Centoventi minuti per recuperare ricordi e testimonianze di vita, 50 scatoloni che restano in bilico, come il ponte Morandi; tra passato e presente tra senso pratico e cuore, dove a prevalere dovrà essere il primo per poter aiutare queste persone a ricominciare un’esistenza spezzata.