IL CORRETTORE RUTILANTE

DI LUCA SOLDI

È nuova vergogna, sembra che siano in atto manovre di vera e propria manomissione del decreto fiscale a favore di poteri occulti e mafiosi
Operazioni di chiara ed evidente natura interna alle forze che compongono la coalizione e che vorrebbero far cadere in una trappola mortale la componente che più tiene a contrastare le mafie, le corruzioni ed il riciclaggio
Fatti per certi versi di una gravità indescrivibile sia che quanto denuncia Di Maio sia vero oppure platealmente falso.
“Al Quirinale è arrivato un testo manipolato”, denuncerebbe drammaticamente il vicepremier M5S Luigi Di Maio da Bruno Vespa, a Porta a Porta. “Domani presento denuncia alla procura della Repubblica”. Parole pronunciate durante la registrazione del programma.
Dunque c’è un correttore misterioso che si è fatto rutilante, di una intensità sfacciata che non può passare inosservata
Ma l’ufficio stampa del Colle si è affrettato subito a precisare: “Il testo del decreto legge in materia fiscale non è ancora pervenuto”.
È arrivata subito la controreplica di Di Maio: “Allora basterà lo stralcio”.

“All’articolo 9 del decreto fiscale – aveva detto Di Maio – c’è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Una sorta di scudo fiscale per i capitali all’estero e una non punibilità per chi evade. Noi in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così, questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi”.