IL RETTORE VINCENZO BARONE: “CALUNNIE SESSUALI SE PROMUOVO UNA DONNA”

DI CLAUDIA SABA

Per niente facile diceva Ivano Fossati in una delle sue più celebri canzoni.
E non deve esserlo nemmeno per il rettore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone che in un’intervista pubblicata dalla Nazione rivela quali e quante siano le difficoltà nel promuovere una docente. E lancia un vero e proprio atto d’accusa verso il metodo usato per screditare di volta in volta le possibili insegnanti: “Ogni volta che si tratta di valutare o proporre il nome di una donna per un posto da docente si scatena il finimondo”.
Parla poi di lettere anonime, offese, illazioni. Calunnie a sfondo sessista.
Sorprende molto sapere che tutto ciò, accada in uno dei luoghi considerato il tempio della cultura e della ricerca. Un luogo che dovrebbe essere all’avanguardia in fatto di equità sociale,di pari diritti tra uomo e donna.
Maschilismo? A quanto pare, si, ma non solo.
Le lettere anonime “ parlano di tutto meno che di preparazione, merito e competenze, che dovrebbero essere i soli criteri per valutare un accademico”, racconta Barone e poi spiega: “Sono calunnie belle e buone, con l’aggiunta, come accaduto in anni recenti, di lettere anonime e notizie false diffuse ad arte, lettere offensive con espliciti riferimenti sessuali, volgari e diffamatori”.
Le calunnie colpiscono anche alcuni candidati uomini, ma per le donne il metodo di screditamento è sempre quello a sfondo sessuale.
“ Se per gli uomini il copione è quello di additare il maestro che vuole proteggere l’allievo prediletto, per le donne c’è l’aggiunta di risvolti volgari e riferimenti alla vita privata, del tutto inaccettabili e per di più falsi” e conclude: “Non mi stupirei, visto il clima, di vedere prima o poi anche attacchi magari sulle tendenze omosessuali di qualcuno”.
La solita storia insomma, niente di nuovo. Stesso copione visto e rivisto in tanti anni e in troppi luoghi, da quello lavorativo, sociale fino ad arrivare al privato.
Da millenni, la storia delle donne è strettamente legato alla sfera sessuale. E quando la si vuole colpire e umiliare, basta pronunciare una sola parola, volgare e sessista.
La scuola dovrebbe essere il luogo in cui insegnare, dare l’esempio, coltivare ragazzi poco più che adolescenti per farne uomini e donne dalla mentalità aperta e sgombra da pregiudizio. Questo per i ragazzi ma deve valere anche e soprattutto per il corpo docente. Invece scopriamo che la donna anche qui, continua ad essere umiliata e offesa, giudicata e vittima di pregiudizi, messa da parte per fare spazio all’uomo.
Il rettore racconta di essere riuscito ad assumere una donna. “Evviva – dice – È appena arrivata a Pisa la professoressa Annalisa Pastore. Un record assoluto in 208 anni di vita della Scuola: è il primo ordinario della classe di Scienze”
Si è davvero disposti a tutto pur di evitare che le donne occupino ruoli di potere. Figuriamoci per una cattedra da professore ordinario in Scienze in questa prestigiosissima Università, la Normale di Pisa.
No, non deve essere per niente facile sottostare a certe modalità, per un uomo come il professor Barone.
Il fatto che sia proprio lui, un uomo a sollevare il problema, fa un certo effetto.
Se lo avesse fatto una donna, magari una delle fortunate candidate, sicuramente non le avremmo creduto.
Avremmo subito pensato anche noi, che predichiamo bene a volte e razzoliamo male molte altre, che la signora si stesse inventando tutto.
Come Asia, come Lory, come tutte le donne che si esprimono fuori dalle righe del comune pensiero tradizionale.
Tutte bugiarde e poco di buono.
Non è certo una novità che le donne facciano sempre più fatica degli uomini, a farsi strada nel mondo del lavoro.
Non è certo una novità che se il capo, uomo, indica una donna come probabile candidata ad un ruolo di potere, arrivi subito l’indicazione da parte di uomini o donne pronti a sputare fango sulla persona e la sua moralità.
“Ci vai a letto?”
“Ma come, non sai che tizia va a letto con caio? Non sai che è una poco di buono?
Come puoi affidare un incarico così importante a una persona dalla dubbia moralità?
Eppure è stato ampiamente dimostrato quanto le donne siano più preparate degli uomini. Quando un’ azienda o una banca arrivano al tracollo, sono loro ad essere chiamate a salvare il salvabile. Alla fine, però, quando non è rimasto quasi nulla da salvare.
Le parole del Rettore devono far riflettere.
Innanzitutto perché per bloccare le donne si continuano ad usare sempre gli stessi metodi.
La sfera sessuale si tira in ballo con una volgarità e prepotenza che mai viene utilizzata per gli uomini.
Nella sfera politica, la donna al comando è sempre “la moglie di”, “la sorella di”, “la figlia di”, la “cugina di”.
Nell’immaginario collettivo le donne possono essere designate solo al servizio di qualcuno e mai a “capo” o leader di qualcos’altro.
E molto, troppo spesso, sono proprio le donne a mettersi di traverso alla carriera di una loro collega.
Le donne “troppo in carriera” continuano ad essere “traditrici” del loro compito primario per cui sono al mondo: famiglia e figli.
Ci aspetta una strada ancora troppo lunga e piena di insidie da percorrere.
Sempre più difficile perché molte volte, sono proprio le donne ad essere le nemiche peggiori di se’ stesse.